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 GIORNATA EUROPEA CONTRO LA TRATTA - OIM: ARRIVI VIA MARE DI POTENZIALI VITTIME DI TRATTA AUMENTATI DEL 300 PER CENTO

oim_sicilia_vittime_tratta_foto_fmalavolta.jpg16 ottobre 2015 - Domenica 18 ottobre si celebra la Giornata Europea contro la Tratta, una delle forme di schiavitù moderna più diffusa del ventunesimo secolo. In Italia l'OIM ha riscontrato quest'anno un consistente aumento di potenziali vittime di tratta arrivate via mare. Oltre il 300 per cento rispetto all'anno scorso.

 

DOMENICA 18 OTTOBRE - GIORNATA EUROPEA CONTRO LA TRATTA



L’OIM: IL NUMERO DI POTENZIALI VITTIME DI TRATTA ARRIVATE VIA MARE QUEST’ANNO È AUMENTATO DI OLTRE IL 300 PER CENTO RISPETTO AL 2014  


“Necessario rafforzare il sistema di assistenza e accoglienza per le vittime, sempre più giovani e vulnerabili”

Roma 16 ottobre -  Domenica 18 ottobre si celebra la Giornata Europea contro la Tratta, una delle forme di schiavitù moderna più diffusa del ventunesimo secolo, un reato odioso perché umilia donne e uomini riducendoli alla stregua di vere e proprie merci, “qualcosa” da cui trarre profitto con metodi sempre più crudeli.
 
oim_sicilia_vittime_tratta_foto_fmalavolta.jpg“La tratta è un crimine transnazionale che sconvolge la vita di migliaia di persone ed è causa di inaudite sofferenze”, spiega Federico Soda, direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).

“Si tratta di un tema al quale l’OIM dedica da anni il proprio impegno tramite progetti volti a promuovere attività di prevenzione e a favorire lo sviluppo di norme giuridiche in grado di contrastare questo crimine, garantendo assistenza alle vittime e sviluppando una conoscenza più approfondita del modus operandi del crimine organizzato”.

“Purtroppo”, continua Soda, “dobbiamo registrare un aumento delle vittime di tratta.  Da qualche mese osserviamo un incremento esponenziale di arrivi via mare di donne africane, provenienti in modo particolare dalla Nigeria. Molte di loro hanno caratteristiche e raccontano storie che ci fanno capire di trovarci in presenza di vittime di tratta. Siamo preoccupati in particolare dell’aumento delle ragazze minorenni, che spesso dichiarano di essere maggiorenni perché costrette dai loro trafficanti, che pensano cosi di riuscire a disporre di loro in maniera più libera”.

Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno, le donne nigeriane arrivate via mare in Italia a fine settembre 2015 sono state 4.371. L’anno scorso, nello stesso periodo, erano state 1.008.

“Stimiamo che l’80 per cento delle ragazze nigeriane siano vittime di tratta”, racconta Soda, “molte di loro provengono dalla regione di Edo, dove vengono adescate e sottoposte a cerimonie voodoo: riti attraverso i quali viene loro imposto un ricatto psicologico, nella convinzione che qualsiasi tentativo di fuga o ribellione dai loro trafficanti causerà sventure ai propri cari.”

Alla luce di questa preoccupante situazione, l’OIM presenta alcuni suggerimenti volti ad affrontare con rinnovata efficienza questo fenomeno in Italia:

•    Prevedere un rafforzamento della capacità di accoglienza delle vittime di tratta: in particolare di coloro che vengono individuate come tali già al momento dello sbarco. Questo passo consentirebbe di assicurare loro un’immediata protezione alle vittime e di poterle allontanare dagli sfruttatori, spesso a bordo degli stessi barconi. In tal senso sarebbe utile prevedere la creazione di luoghi protetti, delle “case di fuga”, dedicate esclusivamente a questi casi.

•    Approvare urgentemente il Piano Nazionale anti-tratta che renderebbe operativa una protezione efficace delle vittime, che comprenda anche l’assistenza legale, psicologica e sanitaria. E’ particolarmente importante che aumenti anche il numero delle comunità disposte ad accogliere le migranti minorenni.

•    Uniformare l’applicazione del percorso sociale oltre che di quello giudiziario; La legislazione italiana è senz’altro una delle più avanzate in Europa in termini di tutela delle vittime di tratta, prevedendo la possibilità di offrire un periodo di riflessione. Alcune donne infatti non vogliono denunciare immediatamente i loro sfruttatori per paura di ritorsioni contro i loro familiari. Eppure, le ragazze che non denunciano immediatamente i loro sfruttatori hanno più difficoltà ad essere protette. Si tratterebbe quindi di rendere generalizzata l’applicazione di una norma già esistente nella vigente legge, pensata appunto per offrire protezione a tutte le vittime, a prescindere dalla denuncia dei responsabili del crimine.

Per informazioni: Flavio Di Giacomo – Tel. 06 44 186 207  Cell. 347 089 89 96 – fdigiacomo@iom.int   twitter.com/fladig