Progetto ADITUS

Il Progetto ADITUS : Sostegno nella gestione dei flussi migratori misti in arrivo via mare

L’Italia rappresenta uno dei paesi più toccati dal flusso migratorio di persone in fuga dalla guerra, violenze e povertà, che tentano la traversata su imbarcazioni e gommoni fatiscenti per raggiungere le coste meridionali, rischiando la propria vita e quella dei loro cari.

L’impegno e il diretto coinvolgimento dell'OIM)ai punti di sbarco al Sud Italia è nato nel 2006, tramite il progetto “Praesidium”, inizialmente finanziato dalla Commissione Europea e Ministero dell’Interno e in seguito dal solo Ministero dell’Interno, che è stato realizzato in partnership con UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), Croce Rossa Italiana e, dal 2008, Save the Children. Dal 2015 il programma ha cambiato nome e viene realizzato in partnership con la sola UNHCR: dapprima organizzato su due progetti, “Assistance” e “Monitoring”.

Il progetto prevedeva la creazione di due team, entrambi coadiuvati dalla figura di un operatore legale e di un mediatore culturale di nazionalità nigeriana, per contrastare la tratta di esseri umani, per rispondere in modo tempestivo alle necessità dei migranti tramite attività di orientamento legale sui meccanismi di protezione per le vittime di tratta, come specificato dalla legge italiana. Dove possibile, l’OIM ha prestato supporto alle vittime di tratta per denunciare i trafficanti presso le forze dell’ordine.

Dal primo gennaio 2017, il progetto, finanziato sempre dal Ministero dell’Interno italiano tramite il Fondo Asilo, Migrazione ed Integrazione (FAMI), ha preso il nome di ADITUS.

 

Obiettivi

In modo da fornire assistenza e supporto alle autorità italiane nelle attività di accoglienza dei migranti arrivati via mare e nell’individuazione dei migranti vulnerabili, come i minori non accompagnati e le vittime di tratta, il progetto si sviluppa su quattro aree di intervento principali:

1. Attività di orientamento legale per tutti i migranti, mirate alla pronta individuazione e protezione delle vittime di tratta e minori non accompagnati;

2. Sessioni di rafforzamento delle competenze in ambito di ricongiungimento familiare, protezione dei minori a rischio tratta e/o sfruttamento lavorativo, meccanismi di sostegno psicosociale) per lo staff dei centri di prima accoglienza finanziati dal FAMI per minori non accompagnati;

3. Corsi di formazione su schemi di contrasto alla tratta e allo sfruttamento e pubblicazione di rapporti aggiornati sugli indicatori relativi al fenomeno della tratta riservati agli ufficiali delle Prefetture, Uffici di Polizia, Servizi Sociali, autorità sanitarie locali, staff dei centri di prima e seconda accoglienza;

 4. Monitoraggio degli standard di accoglienza nei centri per salvaguardare la protezione dei diritti fondamentali dei migranti.

 Tutte le attività ai punti di sbarco e nei centri per migranti in Sicilia (Lampedusa inclusa), Calabria e Puglia, sono realizzate da team OIM sul campo, composti da esperti legali e mediatori culturali.

 

Rapporti prodotti nell'ambito del progetto: