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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA. SWING, DIRETTORE GENERALE OIM: "LE DONNE MIGRANTI SIANO INCLUSE NELL’AGENDA PER LO SVILUPPO"

mch0120.jpg7 marzo 2014 -  In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, il Direttore Generale dell’OIM William Lacy Swing sottolinea l’importanza di concentrarsi sul tema delle donne migranti e lancia oggi un appello alla comunità internazionale per garantire che le donne migranti non siano escluse dal dibattito per la definizione dell’Agenda per lo Sviluppo post-2015.

 


GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

WILLIAM LACY SWING, DIRETTORE GENERALE DELL’OIM:
“OCCORRE CHE LE DONNE MIGRANTI SIANO INCLUSE NELL’AGENDA PER LO SVILUPPO”

  

Ginevra 7 marzo 2013 - L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni lancia oggi un appello alla comunità internazionale per garantire che le donne migranti non siano escluse dal dibattito per la definizione dell’Agenda per lo Sviluppo post-2015.

In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, il Direttore Generale dell’OIM, l’Ambasciatore William Lacy Swing, sottolinea l’importanza di concentrarsi sul tema delle donne migranti.

mch0120.jpg“Le donne migranti rappresentano più della metà della popolazione migrante. Ciononostante, troppo spesso i loro bisogni non vengono adeguatamente riconosciuti”, afferma l’Amb. Swing. 
 
Attualmente, su un totale di 230 milioni di migranti internazionali, circa 111 milioni sono donne. Sono presenti in tutti i tipi di flussi migratori, e possono essere sia poco sia altamente qualificate. La loro decisione di migrare non si limita più al ricongiungimento familiare ma risponde anche al desiderio di partire, di propria iniziativa, alla ricerca di migliori condizioni economiche. La povertà e la disoccupazione nei loro paesi d’origine, unite a una forte domanda di servizi domestici e di cura all’estero,le spinge inoltre a ricorrere anche a vie d’immigrazione irregolari. 

“Mi preoccupa in particolar modo l’aumento del numero di donne e bambini che intraprendono viaggi pericolosi alla ricerca di una vita migliore e più sicura” sottolinea il Direttore Generale OIM. “Le tragiche morti che hanno avuto luogo a Lampedusa e nel deserto del Sahara alla fine dell’anno scorso hanno mostrato come la ‘migrazione disperata’ non sia più solo un fenomeno che colpisce gli uomini”.

L’esperienza migratoria delle donne è considerevolmente influenzata da fattori economici, ed è generalmente caratterizzata sia da successi sia da insuccessi. Le donne migranti devono affrontare più difficoltà rispetto agli uomini migranti o alle donne originarie dei paesi di destinazione.

Le statistiche sulle migrazioni e sulle dinamiche di genere sono limitate e disomogenee da paese a paese. I dati a nostra disposizione– riassunti nell’infografica presentata oggi dall’OIM – sottolineano però gli scarsi risultati raggiunti in tutti gli otto “Obiettivi di Sviluppo del Millennio”. I dati rivelano che la migrazione amplifica le diseguaglianze sia nel paese d’origine sia in quello di destinazione e che le donne migranti sono più esposte all’esclusione, alla povertà, alla malattia, allo sfruttamento e alle violenze.

“È fondamentale raccogliere dati precisi al fine di comprendere più in profondità la complessa situazione in cui si trovano donne e bambine migranti. Sostengo con forza l’appello lanciato dal ‘Gruppo di riflessione ad alto livello’ affinchè si dia inizio una ‘rivoluzione dei dati’, nella speranza che questa sia l’occasione giusta per cominciare raccogliere dati dettagliati per sesso, età, nazionalità e condizioni migratorie. Dobbiamo inoltre assicurarci che tali informazioni riguardino sia i movimenti migratori sud-nord sia quelli sud-sud”, continua Swing.
 
Il quadro definito dagli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” non indica obiettivi specifici e indicatori sul tema delle migrazioni. L’OIM lancia un appello affinché la migrazione faccia parte dell’Agenda per lo Sviluppo post-2015. “I migranti rappresentano almeno un settimo della popolazione mondiale, e la metà sono donne. Non saremo in grado di tenere fede al nostro impegno di non dimenticare nessuno se ignoriamo i bisogni di una parte così numerosa e così vulnerabile della popolazione”, aggiunge il Direttore Generale dell’OIM.

Il dibattito dovrebbe essere in grado da una parte di dare delle risposte ai bisogni di protezione delle donne migranti e dall’altra di riconoscere il fondamentale contributo delle donne allo sviluppo. Le rimesse delle donne migranti sono una risorsa importante per la protezione sociale delle loro famiglie rimaste nei paesi d’origine, e spesso contribuiscono allo sviluppo dell’economia locale delle loro comunità.

“Dobbiamo fare il possibile affinché  l’Agenda post-2015 dia vita a un partenariato globale in grado di massimizzare i benefici della migrazione, riducendo il più possibile i rischi e le violazioni dei diritti umani. Dobbiamo inoltre assicurarci che questo partenariato sia ugualmente efficace per le donne”, conclude Swing.

Per informazioni:

Sylvia Ekra-López, Gender Coordination Unit, Tel: +41.22.717.9478 - email: sekra@iom.int 

Flavio Di Giacomo (OIM Roma)  + 39  06 44186207 - email: fdigiacomo@iom.int