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- INCONTRO SUL TEMA: IL VIAGGIO DALL'ERITREA ALL'EUROPA: NOTIZIE DA UN'EMERGENZA UMANITARIA

IL TRAFFICO DI ESSERI UMANI NELL’AFRICA SUB-SAHARIANA E NEL SINAI AL CENTRO DI UNA CONFERENZA ORGANIZZATA IERI DA OIM ROMA E AGENZIA HABESHIA 

conf6marzo.jpg7 marzo 2014 -  Si è svolta ieri mattina presso la Sala “Guglielmo Marconi” della Radio Vaticana la conferenza  “Il viaggio dall’Eritrea all’Europa: notizie da un’emergenza umanitaria” organizzata dall’OIM Roma in collaborazione con l'Agenzia Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo (AHCS). L’iniziativa ha avuto lo scopo di fornire informazioni e testimonianze sul dramma di migliaia di eritrei che, nel tentativo di raggiungere l'Europa, diventano vittime di trafficanti di uomini.

 

 
IL TRAFFICO DI ESSERI UMANI NELL’AFRICA
SUB-SAHARIANA E NEL SINAI AL CENTRO DI UNA CONFERENZA ORGANIZZATA IERI
DA OIM ROMA E AGENZIA HABESHIA 

    Le testimonianze delle sofferenze subite da migliaia di eritrei che cercano di arrivare in Europa

 
 Roma 7 marzo 2013 - Si è svolta ieri mattina presso la Sala “Guglielmo Marconi” della Radio Vaticana la conferenza  “Il viaggio dall’Eritrea all’Europa: notizie da un’emergenza umanitaria” organizzata dall’OIM Roma in collaborazione con l'Agenzia Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo (AHCS).
 
L’iniziativa  ha avuto lo scopo di fornire informazioni e testimonianze sul dramma di migliaia di eritrei costretti a lasciare il loro paese e le loro famiglie e che, nel tentativo di raggiungere l'Europa, diventano vittime di trafficanti di uomini.
 
conf6marzo.jpgModerata da Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, la conferenza ha visto la partecipazione di tre esponenti della comunità eritrea impegnati in attività di assistenza nei confronti dei connazionali che fuggono dal loro paese (Padre Mussié Zerai, Presidente dell’Agenzia Habeshia, Alganesh Fessaha, Presidente dell’ONG Gandhi e Suor Azezet Kidane missionaria comboniana) e di José Angel Oropeza, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento dell’OIM per il Mediterraneo. I relatori hanno raccontato le sofferenze, le torture e i soprusi subiti dagli eritrei durante il loro viaggio, soprattutto nel Sinai e in Libia. Se infatti Suor Azezet Kidane  ha descritto la sua esperienza presso la comunità di Betania, in Cisgiordania (Territori palestinesi occupati), e presso la clinica di Medici per i diritti umani di Tel Aviv, dove accoglie ed assiste centinaia di rifugiati, sfuggiti ai trafficanti di esseri umani nel Sinai, la dott.ssa Alganesh Fessah ha raccontato di come gli eritrei che fuggono dal paese – circa tremila ogni mese – vengano intercettati da trafficanti di uomini e diventino schiavi e vittime di atroci sofferenze: violenze, stupri, torture. Vi sono anche testimonianze che provano l’esistenza di un traffico di organi.
 
Padre Mussié Zerai si è appellato affinché la comunità internazionale si impegni a migliorare la situazione nei paesi al confine con l’Eritrea, in particolare in  Etiopia, Uganda, Kenya e in alcune zone del Sudan. “Se avessero la possibilità di costruirsi un progetto di vita, di lavoro e di studio in questi paesi,”, ha affermato, “molti eritrei eviterebbero di intraprendere un viaggio così rischioso e difficile. Ma se non hanno la possibilità di vivere in modo dignitoso, allora non hanno altra scelta se non quella di partire.”
 
Da parte sua, José Angel Oropeza ha affermato che quella del traffico di esseri umani è un’emergenza umanitaria che richiede soluzioni immediate ed efficaci: “Per arginare questo drammatico fenomeno è necessaria una diversa gestione dei flussi migratori. Crediamo che si debbano rilanciare i canali legali di migrazione per i migranti in cerca di migliori prospettive in Europa e per le persone che fuggono da regimi, persecuzioni e guerre e chiediamo che venga rafforzato il dialogo e la cooperazione tra i paesi dell'Unione Europea e i Paesi del Mediterraneo (di transito e d'origine) per garantire una migliore accoglienza a salvaguardia di tutti i migranti, a prescindere dal loro status legale.”
 

Per informazioni:

Flavio Di Giacomo (OIM Roma)  + 39  06 44186207      fdigiacomo@iom.int