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- NEL 2013 OLTRE 45.000 MIGRANTI HANNO RISCHIATO LA VITA PER RAGGIUNGERE LE COSTE ITALIANE E MALTESI

NEL 2013 OLTRE 45.000 MIGRANTI HANNO RISCHIATO LA VITA PER RAGGIUNGERE LE COSTE ITALIANE E MALTESI

lampedusa18.jpg23  gennaio 2014 -  Nel corso del 2013 sono stati quasi 45.000 i migranti che hanno rischiato la vita nel tentativo di raggiungere le coste italiane e maltesi. Oltre 42.900 sono sbarcati in Italia, 2.800 a Malta. Si tratta del numero più alto di arrivi registrato nei due paesi dal 2008 (ad eccezione dell’anno della crisi libica, il 2011). In Italia, le donne sbarcate sono state oltre 5.400, mentre i minori oltre 8.300 (5.200 non accompagnati). La maggior parte degli sbarchi ha interessato Lampedusa (14.700) e il territorio siracusano (14.300).


  L’OIM ROMA:  NEL 2013 OLTRE 45.000 MIGRANTI HANNO RISCHIATO LA VITA NEL MAR MEDITERRANEO PER RAGGIUNGERE LE COSTE ITALIANE E MALTESI

 
Previsto per domani in Sicilia l’arrivo di 204 migranti soccorsi dalla Marina Militare

23 gennaio 2014 - Nel corso del 2013 sono stati quasi 45.000 i migranti che hanno rischiato la vita nel tentativo di raggiungere le coste italiane e maltesi. Oltre 42.900 sono sbarcati in Italia, 2.800 a Malta. Si tratta del numero più alto di arrivi registrato nei due paesi dal 2008 (ad eccezione dell’anno della crisi libica, il 2011). In Italia, le donne sbarcate sono state oltre 5.400, mentre i minori oltre 8.300 (5.200 non accompagnati). La maggior parte degli sbarchi ha interessato Lampedusa (14.700) e il territorio siracusano (14.300).
 
lampedusa18.jpg“Quest’anno i flussi migratori hanno registrato un aumento del numero di persone in fuga da guerre e regimi”, afferma José Angel Oropeza, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento OIM del Mediterraneo*, “La maggior parte dei migranti arrivati via mare in Italia sono stati infatti siriani (11.300), eritrei (9.800)  e somali (3.200). Tutte persone costrette a lasciare il proprio paese e che, secondo la normativa italiana e internazionale, hanno diritto a ricevere protezione in Italia.”
 
Gli sbarchi stanno continuando anche nel mese di gennaio 2014: è previsto per domani ad Augusta, in Sicilia, l’arrivo di 204 migranti soccorsi dalla Marina Militare nel canale di Sicilia.
 
“Come abbiamo già affermato più volte, la vera emergenza del Mediterraneo è rappresentata dal numero di migranti che continuano a perdere la vita in mare o di cui non si hanno più notizie. Tra le questioni umanitarie ancora da risolvere va inoltre ricordata quella relativa al riconoscimento dei corpi dei naufragi dello scorso ottobre: sono molti infatti i parenti delle vittime ancora in attesa di sapere se tra i cadaveri recuperati in mare ci sono anche quelli dei loro cari.”
 
Si calcola che siano oltre ventimila le persone morte negli ultimi venti anni nel tentativo di raggiungere le coste italiane. 2.300 nel 2011, circa 700 nel 2013. “Troppi morti, troppe speranze naufragate nel lembo di mare che divide il nord Africa dall’Europa”, commenta Oropeza.
 
E’ proprio di questi giorni il messaggio lanciato da Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato -  celebrata il 19 gennaio dalla Santa Sede - che ha sottolineato come “Migranti e rifugiati non sono pedine sullo scacchiere dell’umanità. Si tratta di bambini, donne e uomini che abbandonano o sono costretti ad abbandonare le loro case per varie ragioni ... La realtà delle migrazioni chiede di essere affrontata e gestita in modo nuovo, equo ed efficace.”
 
“Purtroppo”, sottolinea Oropeza, “in questi anni le notizie delle vittime di questa fuga da guerre, persecuzioni, povertà e fame sono diventate quasi un’abitudine, un mero calcolo, un dramma spesso ‘ovattato’ da statistiche e lanci d’agenzia. L’urgenza, sempre più impellente, è di cercare di capire come evitare che le persone muoiano solo perchè vogliono vivere meglio, affinché migrare non sia più un pericolo, ma un viaggio sicuro, affinchè non sia più un obbligo, ma una scelta.”
 
 
 
* L'OIM è presente a Lampedusa, in Sicilia, in Calabria e in Puglia nell'ambito di
Praesidium, un progetto finanziato dal Ministero dell’Interno italiano e realizzato insieme a UNHCR, Save The Children e Croce Rossa italiana.

 

Contatti:

Flavio Di Giacomo (OIM Roma)  + 39  06 44186207      fdigiacomo@iom.int