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- RAPPORTO MONDIALE OIM SULLE MIGRAZIONI 2013

IL RAPPORTO MONDIALE SULLE MIGRAZIONI 2013  DELL'OIM: COSI' I MIGRANTI VALUTANO IL LORO BENESSERE

wmrcopertina.jpg13 settembre 2013 - L'OIM lancia oggi il “Rapporto Mondiale sulle Migrazioni 2013: benessere dei migranti e Sviluppo”. Il Rapporto intende, per la prima volta, fornire  un quadro globale del benessere dei migranti. Sulla base dei risultati di un sondaggio realizzato dall’Istituto Gallup - che ha intervistato più di 25.000 migranti in oltre 150 paesi - il rapporto offre una nuova prospettiva sulla vita dei migranti nel mondo, sia che migrino tra paesi ricchi del nord sia che si spostino tra paesi poveri del sud.

  

IL RAPPORTO MONDIALE SULLE MIGRAZIONI 2013  DELL'OIM: COSI' I MIGRANTI VALUTANO IL LORO BENESSERE

 
 
Ginevra 13 settembre 2013 – L’OIM lancia oggi il “Rapporto Mondiale sulle Migrazioni 2013: benessere dei migranti e Sviluppo”. Il Rapporto intende, per la prima volta, fornire  un quadro globale del benessere dei migranti.

Basandosi sui risultati di un sondaggio realizzato dall’Istituto Gallup, che ha intervistato più di 25.000 migranti in oltre 150 paesi, il rapporto offre una nuova prospettiva sulla vita dei migranti nel mondo, sia che migrino tra paesi ricchi del nord sia che si spostino tra paesi poveri del sud.

wmrcopertina.jpgIl rapporto intende dare risposte a varie domande: la migrazione migliora o no le condizioni di vita? In che misura i migranti sono soddisfatti della loro vita rispetto alla popolazione locale? É più difficile per loro trovare lavoro o avviare un business? E’ più probabile che abbiano problemi di salute?.

Secondo la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, migliorare il benessere del singolo è uno dei principali obiettivi dello sviluppo. Ma lo sviluppo è spesso misurato in primo luogo in termini di indicatori economici, come il PIL.

Allo stesso modo, il contributo dei migranti allo sviluppo è di solito misurato principalmente in termini di denaro che spediscono a casa, piuttosto che pensando a come la loro vita sia influenzata dalla migrazione.

Il Rapporto Mondiale sulle Migrazioni 2013 adotta un approccio diverso, e si concentra su 6 dimensioni fondamentali del benessere per presentare un quadro unico di benefici e di svantaggi relativi alla migrazione e per indagarne le conseguenze per lo sviluppo umano.

"E’ necessario guardare a migrazione e sviluppo con un approccio più globale", afferma  il Direttore Generale dell'OIM, William Lacy Swing. “Contrariamente a quanto si creda, la migrazione non è solo un fenomeno Sud-Nord. Meno della metà dei migranti in tutto il mondo, infatti, si sposta da paesi in via di sviluppo verso paesi sviluppati.”   

I nuovi dati presentati nel rapporto mostrano che i migranti adulti che si muovono da Sud a Nord rappresentano solo il 40% del totale mondiale.


Circa il 33 % dei migranti si muove tra paesi del Sud, il 22% tra paesi del Nord e il 5% dal Nord al Sud del mondo.
Nel complesso, la migrazione migliora il benessere soprattutto per coloro che si trasferiscono al Nord. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, sono i migranti che si spostano da Nord a Nord (tra paesi ad alto reddito), piuttosto che da Sud a Nord, a segnalare maggiori benefici. I migranti Sud-Nord risultano infatti meno propensi a sentirsi soddisfatti della loro vita rispetto a chi è nato nei paesi di destinazione.

Le persone che migrano da Nord a Sud hanno esperienze contrastanti. Mentre, in un contesto relativamente più economico, riescono a ottenere di più con il loro denaro, essi tendono ad avere un minor numero di contatti sociali  e hanno meno probabilità di avere qualcuno su cui contare per un aiuto.

Coloro che si spostano da Sud a Nord valutano invece la loro vita in modo simile, o leggermente peggiore, rispetto alle persone con un profilo analogo rimaste nel loro paese d'origine.

La migrazione Sud-Sud tra paesi a basso o medio reddito è in gran parte una questione di sopravvivenza, porta a pochi miglioramenti e i migranti continuano a dover affrontare grandi difficoltà, alla stessa stregua della popolazione locale.
Di fatto, le condizioni di vita dei migranti nel Sud spesso sono uguali o peggiori rispetto a quelle che avrebbero sperimentato in patria se non avessero deciso di migrare. Molti affermano infatti di vivere peggio, di avere difficoltà nell’ottenere un alloggio adeguato, e di essere insoddisfatti delle loro condizioni di salute. La maggioranza tende anche a essere pessimista riguardo al proprio futuro.

Il rapporto fornisce anche una serie di nuove informazioni riguardanti il rapporto tra migrazione e sviluppo. Ad esempio, anche se circa i due terzi dei migranti internazionali sono originari del Sud, le persone provenienti da paesi del Nord sono più propense a migrare.

In effetti, le persone emigrate costituiscono tra il 3,6 % e il 5,2 % della popolazione del Nord, mentre nel Sud, gli emigrati rappresentano circa il 3 % della popolazione.

Questo rilevamento è importante perché spesso si presume che le persone migrino a causa di una mancanza di sviluppo e che la migrazione diminuisca quando un paese diventa più sviluppato.
I nuovi risultati suggeriscono inoltre che solo una minoranza di migranti invia rimesse. In realtà, solo l’8% dei migranti adulti nel Sud, e il 27% nel Nord, riferiscono di inviare un "aiuto finanziario" a dei parenti che vivono in un altro paese.
Un altro luogo comune sfatato dal rapporto riguarda il livello di disoccupazione tra i migranti. Il tasso di disoccupazione globale per i migranti è di circa il 13 per cento, contro l' 8 per cento delle popolazioni locali.
E’ stato inoltre osservato siano ben 7 milioni i  migranti in movimento da Nord a Sud. 

Si tratta, per esempio, di cittadini provenienti dagli Stati Uniti che si trasferiscono in Messico e in Sud Africa, ma anche di tedeschi che si spostano in Turchia e di portoghesi che vanno in Brasile. Questo sembra essere un trend migratorio emergente, che spinge a ripensare vecchie nozioni di migrazione e sviluppo, giacché sempre più persone si spostano da paesi sviluppati ai paesi meno sviluppati.

Il Rapporto Mondiale sulle Migrazioni 2013 pone infine l’accento sulla necessità di comprendere come il benessere dei migranti vari in base al luogo e all'esperienza personale. Questa variazione si nota, ad esempio, nell'effetto della migrazione sul benessere di diverse categorie di migranti, tra cui lavoratori migranti, studenti, migranti irregolari, migranti rientrati nel paese d’origine, o migranti in difficoltà a causa di conflitti o disastri ambientali.

"E’ sempre più evidente”, conclude il Direttore Generale Swing, “come sia necessario raccogliere più informazioni sul benessere dei migranti nel Sud e sui fattori che determinano le loro condizioni di vita.  E’ inoltre indispensabile ottenere anche altri dati sulle tendenze emergenti, come la migrazione Nord-Sud, per meglio comprenderne le conseguenze per lo sviluppo, nell’ottica dell’attuale dibattito internazionale sulla definizione di un’agenda per lo sviluppo per il dopo-2015".

-  Il rapporto completo e la cartella stampa possono essere scaricati da: www.iom.int/cms/wmr2013


- Per ulteriori informazioni, si prega di contattare Gervais Appave, email: gappave@iom.int , o Frank Laczko, responsabile della ricerca, e-mail: flaczko@iom.int .
Per informazioni:

OIM: Flavio Di Giacomo, Tel: +39 06  44 186 207,  fdigiacomo@iom.int