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Giornata Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia

 

Ginevra 17 maggio - In un mondo dove più di un terzo dei paesi criminalizza relazioni consensuali tra persone dello stesso sesso, rivelare il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere può diventare estremamente rischioso. Per le persone sfollate all’interno di un paese che sono al contempo membri della comunità lesbica, gay, bisessuale, transessuale e intersessuale (LGBTI), questa situazione può anche paralizzare i mezzi di sussistenza e persino mettere in pericolo la vita.

L'ingiustizia che la comunità LGBTI deve affrontare in contesti di non-emergenza non scompare semplicemente in tempi di crisi o durante uno sfollamento, anzi, di solito viene amplificata.

Gli sfollati interni LGBTI affrontano sfide e minacce complesse durante tutte le fasi dello sfollamento. Come ad esempio discriminazione, pregiudizio, violenza, difficoltà di accesso ai servizi umanitari e ostacoli nell’articolare il loro bisogno di protezione.

Nel 2018 si celebra il 20esimo anniversario  dei Principi Guida sullo Sfollamento Interno (Guiding Principles on Internal Displacement). In occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia, che ricorre oggi 17 maggio, l'IOM chiede alla comunità internazionale di impegnarsi a fare di più per assistere, proteggere e rispondere alle esigenze specifiche degli individui sfollati che fanno parte della comunità LGBTI.

Lavorando per un mondo in cui gli sfollati interni possano essere meglio supportati, non possiamo dimenticare quei gruppi caratterizzati da particolari vulnerabilità. Quando si è sfollati all’interno dei confini del proprio paese e al contempo membri della comunità LGBTI, si è esposti alle sfide poste da entrambe le categorie. Gli stessi aiuti umanitari devono essere pensati e sviluppati in modo da dare ai membri della comunità LGBTI il supporto necessario, in particolare per quanto riguarda l'assistenza sanitaria e il supporto psicosociale. Inoltre, persone LGBTI sfollate in aree urbane possono avere difficoltà nell’accedere ad alcuni servizi di base o ad opportunità lavorative.

L'IOM garantisce che tutte le attività svolte dall’Organizzazione sono non-discriminatorie e che lo staff sviluppa risposte umanitarie tenendo conto delle specifiche esigenze della comunità LGBTI. L'OIM, insieme all'UNHCR, ha sviluppato inoltre un corso di formazione per operatori umanitari per assistere e proteggere meglio gli individui LGBTI sfollati. Negli ultimi anni, oltre 900 membri dello staff sono stati formati in più di 30 paesi. Continueremo questo impegno. Durante la formazione, gli operatori conoscono in modo più approfondito i temi legati alla diversità sessuale e vengono preparati ad affrontare questioni relative alla realtà LGBTI.

Negli ultimi cinque anni, l'OIM ha compiuto importanti passi avanti nell'adattare e creare politiche interne per favorire l'inclusività. Continueremo ad impegnarci per creare un ambiente di lavoro che vada incontro ai membri dello staff LGBTI e sia in linea con gli standard di condotta stabiliti dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. L'IOM è anche sostenitore di “Free and Equal”, la campagna mondiale contro l'omofobia e la transfobia lanciata dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.

Oggi quindi, impegniamoci a servire meglio coloro che stanno affrontando una doppia discriminazione, per essere sfollati interni e LGBTI. Dovremmo anche impegnarci a trattare tutti coloro che hanno bisogno di sostegno, inclusi i membri del nostro staff, con rispetto, indipendentemente dal sesso, dal genere, dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere.

Per informazioni: Flavio Di Giacomo, Portavoce - fdigiacomo@iom.int - 06 44 186 207/221