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GIORNATA MONDIALE PER LA LOTTA ALLA DESERTIFICAZIONE 2014:  L’OIM ROMA SOTTOLINEA IL LEGAME TRA CAMBIAMENTI CLIMATICI E FLUSSI MIGRATORI

Foto: ©FAO/Alessia Pierdomenico20  giugno 2014 - In occasione della Giornata Mondiale delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione e alla siccità 2014 (17 giugno) si è svolto martedi scorso a Roma l'evento "Land for Life", organizzato da UNCCD, FAO e Ministero degli Affari Esteri italiano. All'iniziativa ha preso parte come ospite anche l’OIM Roma, che sottolinea: "Il legame tra flussi migratori e cambiamenti climatici sta diventando un fenomeno sempre più rilevante."

 

 
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE PER LA LOTTA ALLA DESERTIFICAZIONE 2014 L’OIM ROMA SOTTOLINEA IL LEGAME TRA CAMBIAMENTI CLIMATICI E FLUSSI MIGRATORI

Si è svolta martedì a Roma la conferenza “Land for Life”, organizzata da UNCCD, FAO e Cooperazione italiana allo Sviluppo


20 giugno -  “Land for Life - Terra per la vita: come la gestione sostenibile dei suoli può migliorare le condizioni di vita delle persone”. Questo il tema di una conferenza organizzata martedi scorso a Roma dall’UNCCD (Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla Desertificazione), dalla FAO e dal Ministero degli Affari Esteri italiano – Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) e alla quale ha preso parte come ospite anche l’OIM Roma.


L’evento ha fatto parte delle iniziative organizzate in occasione della Giornata Mondiale delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione e alla siccità 2014 (17 giugno) e ha inteso mettere in evidenza le attività realizzate dall’UNCCD, dalla FAO e dai Governi dell’Italia e del Kuwait al fine di contrastare la desertificazione e la siccità e di prevenire il fenomeno della degradazione dei suoli (processo che porta alla perdita di fertilità dei terreni). Attività divenute prioritarie per il nuovo ufficio del Global Mechanism dell' UNCCD, recentemente istituito presso la stessa FAO.

Tra gli interventi di rilievo, quello del Ministro Plenipotenziario Fabio Cassese, Vice Direttore Generale della DGCS, e di Maria Elena Semedo, Vice Direttore Generale della FAO. 

Foto: ©FAO/Alessia PierdomenicoUn argomento, quello del cambiamento climatico, che anche secondo l’OIM Roma rappresenta un tema politico di importanza crescente, e che ha un legame diretto con lo sviluppo dei flussi migratori. “La maggior parte degli esperti”, afferma José Angel Oropeza, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento dell’OIM per il Mediterraneo, “concorda sul fatto che le migrazioni come conseguenza del degrado ambientale aumenteranno nell’immediato futuro, sebbene una porzione significativa riguarderà le migrazioni interne. Essenzialmente, la relazione tra migrazione e ambiente ha una  doppia direzione: da una parte i cambiamenti climatici influenzano i processi migratori - rendendo più frequentile siccità e aumentando il rischio di degrado  dei suoli, che spingono migliaia di persone a lasciare le aree in cui vivono -,  dall’altra la migrazione stessa può influenzare l’ambiente, basti pensare ai fenomeno dell’urbanizzazione incontrollata, dell’abbandono di intere aree, o anche alla nascita di enormi campi per migranti.”

Proprio per intervenire in un ambito così importante, l’OIM Roma ha siglato quest’anno un accordo di collaborazione con l’UNCCD, che ha dato avvio al progetto “Promozione  della una gestione sostenibile dei suoli in zone ad alta pressione migratoria dell’Africa occidentale attraverso meccanismi di finanziamento innovativi”.

 “Si tratta di una iniziativa finanziata dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Esteri italiano”, spiega Oropeza, “che intende contribuire alla prevenzione del  degrado dei suoli, un fenomeno che in Africa Occidentale provoca la migrazione di migliaia di persone.  Ciò sarà reso possibile attraverso meccanismi di finanziamento innovativi in grado di mobilizzare ulteriori risorse da investire nella  bonifica dei terreni e assicurare una produzione agricola sostenibile, evitando che si producano fenomeni ambientali distruttivi. Tra le varie attività ci occuperemo quindi di informare le reti delle diaspore nei paesi di destinazione dei migranti – tra cui anche l’Italia – sul come poter investire in attività di gestione sostenibile dei suoli e rafforzeremo partenariati con le autorità locali dei paesi di origine e dei paesi di destinazione.”

Proprio per inquadrare in modo più efficace e dettagliata il rapporto tra Migrazione e Clima l’OIM ha cercato qualche anno fa (durante il 94mo Consiglio dell’Organizzazione svoltosi a Ginevra nel 2007) di dare una definizione di migrante ambientale:

 “Environmental migrants are persons or groups of persons who, predominantly for reasons of sudden or progressive changes in the environment that adversely affect their lives or living conditions, are obliged to leave their homes or choose to do so, either temporarily or permanently, and who move either within their country or abroad.”

 “I migranti ambientali sono persone o gruppi di persone che, perlopiù a causa un un improvviso o progressivo cambiamento nell’ambiente che influenza in modo avverso le loro vite o le loro condizioni di vita, sono obbligate o scelgono di lasciare le proprie case, in modo temporaneo o permanente, e che si muovono all’interno del proprio paese o vanno all’estero”

 “Il tema è estremamente rilevante ed attuale”, conclude Oropeza, “ed è necessario che la comunità internazionale riesca a inserire il fenomeno in un quadro normativo specifico: al momento – nonostante la definizione di migrante ambientale indicata dall’OIM - manca ancora una visione comune a tal proposito.”
                

Per informazioni:

Flavio Di Giacomo (OIM Roma)  + 39  06 44 186 207 - email: fdigiacomo@iom.int