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- IL PROGETTO "OLTRE I CONFINI", DESTINATO AI CITTADINI STRANIERI DETENUTI IN CARCERE

 “OLTRE I CONFINI”, PROGRAMMA CHE PROMUOVE ATTIVITÀ DI ASSISTENZA AGLI STRANIERI IN CARCERE

oltre_i_confini.jpg19 maggio 2015 - Assistere i cittadini stranieri detenuti nelle strutture penitenziarie della Sicilia con l’obiettivo di assicurare loro servizi mirati a favorirne l’accesso a misure alternative/sostitutive e percorsi personalizzati di reinserimento sociale e lavorativo. Questo è l’obiettivo del progetto “Oltre i confini, i cui primi 8 mesi di attività sono stati presentati ieri a Palermo. Tra i partner anche l'OIM.

 

 
PRESENTATI IERI I PRIMI RISULTATI DI “OLTRE I CONFINI”, PROGRAMMA CHE PROMUOVE ATTIVITÀ DI ASSISTENZA AGLI STRANIERI IN CARCERE

 
L’OIM tra i promotori dell’iniziativa, finanziata dalla "Fondazione con il Sud" e realizzato dalla "Cooperativa Prospettiva Futuro" di Catania



19 maggio 2015 - Assistere i cittadini stranieri detenuti nelle strutture penitenziarie della Sicilia con l’obiettivo di assicurare loro servizi mirati a favorirne l’accesso a misure alternative/sostitutive e percorsi personalizzati di reinserimento sociale e lavorativo. Questo è l’obiettivo di “Oltre i confini” (“Beyond the Borders”), progetto finanziato dalla “Fondazione con il Sud” e realizzato dalla “Cooperativa Prospettiva Futuro” di Catania in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e altri partner, e i cui primi  otto mesi di attività sono stati presentati nel corso di un incontro svoltosi ieri presso il Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria della Regione Sicilia a Palermo.
Le attività – avviate a luglio 2014 e la cui fine è prevista per maggio 2016 – sono state realizzate in 21 Istituti di pena siciliani, che ospitano un totale di 1.115 stranieri, provenienti prevalentemente dall’Africa (650), dall’Europa (395) e dall’Asia (53).
oltre_i_confini.jpg“Nel corso di questi mesi”, racconta Giulia Di Giacinto, referente OIM per il progetto, “abbiamo assistito i detenuti stranieri nella richiesta di protezione internazionale, di rinnovo dei permessi di soggiorno e d’informativa legale. Allo stesso tempo, abbiamo anche svolto attività di informazione per il personale degli Istituti di pena e per i detenuti stranieri, a cui abbiamo fornito consulenze in materia di diritti civili, protezione internazionale, ritorno volontario assistito, istruzione, formazione professionale e lavoro.”
“Da quanto è stato possibile osservare” continua la Di Giacinto, “all’interno delle carceri sono ancora piuttosto carenti i servizi di mediazione culturale, ma allo stesso tempo mancano anche sufficienti risorse economiche per far fronte a bisogni primari, come l'abbigliamento e la possibilità di telefonare ai propri parenti nei Paesi di origine. In alcuni casi, i detenuti arrivati in Italia da poco devono aspettare mesi per poter chiamare le loro famiglie all’estero. Non solo per le difficoltà burocratiche legate al rilascio dei nullaosta consolari, ma anche per la scarsità di risorse finanziarie necessarie a sostenere il costo delle comunicazioni telefoniche.”
In questo primo periodo di attività sono state inoltrate 45 richieste di protezione internazionale ed è stata inoltre raccolta la volontà di 100 detenuti di chiedere l’espulsione come misura alternativa e sostitutiva alla detenzione
L'OIM si è inoltre attivata nella verifica dell’applicazione della “Circolare Amato/Mastella” secondo cui gli Istituti penitenziari devono comunicare tempestivamente alle Questure i nominativi dei detenuti interessati per procedere alla loro identificazione prima della scarcerazione.
 “In questi primi mesi di attività”, spiega la referente OIM, “abbiamo riscontrato un’accoglienza molto positiva da parte degli stessi istituti di pena, che hanno sottolineato l’utilità  della presenza di personale specializzato in diritto dell’Immigrazione. Questo spirito di collaborazione è di incoraggiamento per il prosieguo del progetto – che durerà ancora un anno – e che ci auguriamo possa ulteriormente rivelarsi utile sia per gli stranieri detenuti sia per gli istituti carcerari in cui interveniamo.”

Per maggiori informazioni si prega di contattare  Flavio Di Giacomo – OIM Roma, Tel. +39 06 44 186 207, Email: fdigiacomo@iom.int