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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLLA DONNA 2016 - IL MESSAGGIO DEL DIRETTORE GENERALE OIM,  W.L.SWING

iwd2016_web_banner_.jpg8 marzo 2015 - "In occasione della Giornata Internazionale della Donna 2016, l’Organizzazione Internazionale per le migrazioni rinnova, con  determinazione, l’impegno per la parità di genere e di opportunità per le centinaia di milioni di donne e ragazze al mondo che hanno lasciato il loro paese d’origine per migrare altrove, spinte dalla propria volontà o costrette da diversi fattori, spesso in cerca di una vita migliore."

 

Giornata Internazionale dellla Donna 2016 - Il messaggio del Direttore Generale OIM,  W.L.Swing

     
In occasione della Giornata Internazionale della Donna 2016, l’Organizzazione Internazionale per le migrazioni (OIM) rinnova, con  determinazione, l’impegno per la parità di genere e di opportunità per le centinaia di milioni di donne e ragazze al mondo che hanno lasciato il loro paese d’origine per migrare altrove, spinte dalla propria volontà o costrette da diversi fattori, spesso in cerca di una vita migliore. Come tutti i migranti, queste donne e ragazze richiedono la nostra attenzione e devono essere al centro della nostra agenda per lo sviluppo mondiale.

Quest’anno, il tema scelto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, “Planet 50-50 by 2030: Step It Up for Gender Equality”, promuove una visione ambiziosa affinché l’uguaglianza di genere, l’emancipazione femminile e i diritti della donna rappresentino un punto fondamentale nella realizzazione dell’Agenda di Sviluppo Sostenibile 2030 recentemente adottata.

iwd2016_web_banner_.jpgCon tale agenda, che comprende 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, si riconosce che la protezione dei diritti delle donne e ragazze non è solo una necessità ma un’opportunità per renderle partecipi al processo di sviluppo, permettendo loro di contribuire in maniera significativa a un progresso sostenibile e duraturo. Per realizzare i diversi obiettivi, è essenziale che tutte – sia le donne e ragazze migranti sia coloro che sono rimaste nelle loro comunità d’origine – siano al centro del programma di sviluppo sostenibile.

Un aspetto fondamentale dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile è senza dubbio l’enfasi sull’uguaglianza, l’“empowerment” e l’inclusione,  e sull’importanza che tali principi siano applicati a tutti, senza discriminazione di genere, razza, o origini etniche o provenienza. Inoltre, i principi di uguaglianza, integrazione ed “empowerment” sono definiti nell’obiettivo 5 sulla parità di genere e “empowerment” diretto alle donne, e nell’obiettivo 10 relativo all’integrazione sociale, economica e politica per tutti i membri della società.
Gli obiettivi in sé sono ambiziosi e lodevoli, ma allo stesso tempo sollevano diverse considerazioni importanti riguardo il concetto di uguaglianza.  

Innanzitutto, gli obiettivi dell’agenda per la parità di genere e di “empowerment” presentano una caratteristica “ciclica”: un maggiore accesso a risorse e opportunità per le donne e ragazze migranti rappresenta un grande passo in avanti per lo sviluppo sostenibile che, a sua volta, implica un’importante svolta verso l’ampliamento delle opportunità per le donne.  
Di conseguenza, quando tracciamo un filo conduttore tra genere, migrazione e sviluppo, dobbiamo sempre tenere a mente che la parità di genere e la migrazione sono due fattori che incidono fortemente sulla buon riuscita del programma di sviluppo, e che allo stesso tempo lo sviluppo può incidere sulle questioni di genere e sulla migrazione.

La violenza contro le donne, fenomeno che colpisce anche le migranti che, anzi, rappresentano un gruppo particolarmente vulnerabile, è per certo la realtà più spregevole della disuguaglianza di genere. Episodi di violenza, come il matrimonio forzato o la violenza domestica, sono a volte tra le cause che spingono donne e ragazze a migrare.
Inoltre, la violenza è un pericolo presente anche durante il percorso migratorio, specialmente per quanto riguarda le aggressioni e gli abusi sessuali. Le diverse barriere linguistiche e culturali e gli ostacoli legali ed economici, rendono le donne e ragazze che migrano maggiormente vulnerabili ai rischi di violenza e sfruttamento. Questo interessa in particolare chi non ha i documenti o che non può far riferimento a un membro della famiglia o datore di lavoro.
Molte donne e ragazze migranti sono soggette a forme di violenza che appartengono alla cultura del paese d’origine -  come la pericolosa usanza della mutilazione genitale femminile – e  che vengono poi riprodotte nel paese d’accoglienza. Per milioni di donne e ragazze vittime di tratta la violenza rappresenta la causa principale della loro scelta di migrare. L’impunità della violenza contro le donne migranti tende anche a consolidare la disuguaglianza di genere, aggravando maggiormente la situazione.

Per ricostruire una visione chiara degli ostacoli o dei possibili vantaggi per le donne e ragazze che migrano, è necessario comprendere il concetto di “intersectionality”, l’interconessione che esiste tra diversi aspetti personali dell’individuo; aspetti che devono essere analizzati in relazione gli uni agli altri anziché presi singolarmente in osservazione.
Per questo motivo, sottolineiamo l’importanza della raccolta di dati disaggregati per genere e per status migratorio. Malgrado l’assenza di dati disaggregati in maniera sistematica, grazie a ricerche che abbiamo condotto su questa tematica, siamo a conoscenza delle diverse difficoltà che le donne migranti si trovano davanti.

Per citare un esempio, in molti contesti e per varie ragioni, le donne migranti sono maggiormente soggette a disoccupazione, sottoccupazione e dequalificazione rispetto a migranti del sesso opposto e donne e uomini non migranti.
Inoltre, per molte donne migranti, il ridimensionamento della famiglia e del proprio network nel paese di accoglienza spesso implica che esse debbano far fronte a un doppio “incarico” – l’incarico di madre e di risorsa economica – che altre categorie demografiche sono meno inclini ad avere.

Le situazioni descritte negli esempi appena citati possono inasprire le disuguaglianza tra donne e uomini migranti, e tra donne migranti e donne non migranti. Oltre al genere e allo status migratorio, altri fattori che determinano una maggiore o minore disuguaglianza riguardano l’età, la razza, le origini etniche, l’orientamento sessuale, l’identità di genere, la classe di appartenenza, e la disabilità.

Gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile sono un passo nella giusta direzione, un passo assolutamente necessario per rendere lo sviluppo sostenibile una realtà globale. Chiaramente la questione migratoria e di genere deve rimanere parte integrale del programma di sviluppo globale, se vogliamo riuscire a raggiungere tali obiettivi.
Come possiamo constatare, le sfide per realizzare lo sviluppo incidono, e a loro volta sono influenzati, dalle esperienze e problematiche delle donne e ragazze migranti. Riusciremo a eliminare la violenza e la discriminazione di genere, ampliare le opportunità economiche e scolastiche e ottenere la parità a livello global, tra cui la parità di genere, con la completa inclusione di donne e ragazze migranti nella missione verso lo sviluppo sostenibile.

 

Per maggiori informazioni si prega di contattare  Flavio Di Giacomo – OIM Roma, Tel. +39 06 44 186 207, Email: fdigiacomo@iom.int