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L’OIM in campo per alleviare le condizioni dei migranti bloccati in Libia, in sostegno all'iniziativa lanciata da Unione Africana e Unione Europea

Ginevra 1 dicembre – Il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) William Lacy Swing, ha confermato il pieno sostegno dell’Organizzazione all’iniziativa presentata questa settimana dall’Unione Africana in concerto con l’Unione Europea e il governo di Unità Nazionale libico insieme alle Nazioni Unite per cercare di alleviare le condizioni di migliaia di migranti bloccati in Libia.

A seguito delle scioccanti notizie riguardanti i continui abusi ai danni dei migranti e le condizioni misere e di sovraffollamento riscontrate nei centri di detenzione in Libia, gli incontri tenutisi questa settimana ad Abidjan, capitale della Costa d’Avorio – nel corso del summit tra l’Unione Africana (UA) e l’Unione Europea (UE) – stanno portando a un incremento delle misure per contrastare il traffico e il maltrattamento dei migranti lungo rotta del Mediterraneo Centrale, dove si stima che siano annegati quest’anno 2.803 migranti.

L’OIM sta ora intensificando il proprio programma di Ritorni Umanitari Volontari, che dall’inizio del 2017 ha permesso a più di 14.007 migranti di poter tornare nel proprio paese di origine. E’ già in corso un piano su larga scala di ritorni per via aerea, attraverso il quale l’OIM conta di aiutare 15.000 migranti a ritornare a casa dalla Libia entro la fine dell’anno. L'istituzione di una task force congiunta e pianificata con tutte le parti interessate mira a garantire che la crisi migratoria in Libia sia gestita in modo coordinato.

“L’intensificazione del programma di Ritorni Umanitari Volontari potrebbe non essere una soluzione in grado di alleviare appieno le sofferenze dei migranti in Libia, ma è nostro dovere, come priorità assoluta, portare i migranti fuori dai centri di detenzione”, ha detto il Direttore Generale Swing agli Stati membri dell’Organizzazione ritrovatisi a Ginevra qualche giorno fa per partecipare al Consiglio dell’OIM.

Swing ha anche aggiunto che l’OIM intende lavorare con tutti i partner del sistema delle Nazioni Unite per assicurare che si agisca in modo coordinato e, quando il caso, per permettere la tempestiva segnalazione di quei casi per i quali l’opzione del ritorno potrebbe non essere adatta. Queste iniziative arrivano dopo i colloqui che Direttore Generale Swing ha avuto con il Presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat, con l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini e con il Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Nelle scorse settimane è stato riscontrato, nei centri libici, un notevole aumento dei presenze di migranti,  passati da circa 5.000-6.000 a più di 15.000 a seguito dei trasferimenti operati dai centri di detenzione “non ufficiali” di Sabratha. Al momento, l’OIM ha registrato più di 400.000 migranti in Libia e stima che il numero totale di migranti presenti nel paese vada da 700.000 a 1 milione. L’incremento delle attività di assistenza riguarderà anche quei migranti che si trovano fuori dai centri di detenzione ma che desiderano tornare a casa.

Un gran numero di migranti è trattenuto in centri sovraffollati in condizioni che sono ben al di sotto di standard umanitari accettabili. Molti di questi migranti hanno espresso il desiderio di tornare nel proprio paese di origine; per questo motivo l’OIM sta intensificando le operazioni aeree per portare fuori dalla Libia quegli uomini, donne e bambini che intendono tornare a casa. Nella fase iniziale, l’OIM concentrerà i propri sforzi su 15.000 migranti, per aiutarli a tornare – e reintegrarsi -nei paesi di origine prima della fine dell’anno.

“Questa è una scelta che le persone fanno in modo volontario nella speranza di poter dar vita a un nuovo inizio,” ha detto Othman Belbeisi, Capo Missione OIM in Libia. “Siamo consapevoli che le attività di ritorno volontario da sole non sono sufficienti per risolvere la situazione dei migranti in Libia, e per questo ci stiamo anche impegnando ad espandere le nostre attività di advocacy e capacity building al fine di introdurre un nuovo approccio nella gestione del fenomeno migratorio in Libia, in stretta collaborazione con il governo libico e i vari partner all’interno delle Nazioni unite.”

Per far sì che i ritorni siano sostenibili, l’OIM sta anche incrementando il supporto per la reintegrazione dei migranti nei paesi di origine. L’Organizzazione lavorerà inoltre per affrontare le cause che sono alla base dei movimenti migratori e intensificherà le proprie attività volte a contrastare il traffico di esseri umani lungo le rotte di migrazione. L’OIM chiede un sempre maggiore sostegno al fine di rendere efficace tale approccio.

Quest’anno il programma di ritorno dei migranti è stato finanziato dall’Emergency Trust Fund for Africa dell’Unione Europea (EUTF), dal Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Norvegia nonché dal Central Emergency Reponse Fund delle Nazioni Unite e dagli Stati Uniti. L’attuale aumento dei ritorni umanitari scaturito a seguito del summit UA-UE è finanziato dall’EUTF e da Regno Unito, Italia, Germania e Unione Africana.

Fino a questo momento l’OIM ha assistito circa 14.007 migranti nel ritorno a casa dalla Libia, un aumento significativo se paragonato ai 2.775 ritorni volontari effettuati nel 2016. La maggior parte dei migranti che chiedono di par parte di questo programma provengono dall’Africa sub-sahariana, inclusi migranti provenienti da Nigeria (4.316), Guinea (1.588), Gambia (1.351), Mali (1.305) e Senegal (973).

 

 

Per maggiori informazioni, contattare:

Leonard Doyle, OIM Ginevra Tel: +41 79 2857123, Email: ldoyle@iom.int

Othman Belbeisi, OIM Libia Tel: +216 29 600 389, Email: obelbeisi@iom.int

Christine Petré, OIM Libia Tel: +216 29 240 448, Email: chpetre@iom.int

Flavio Di Giacomo, OIM Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo, Tel: +39 06 44 186 207, Email: fdigiacomo@iom.int

Lucas Chandellier ,OIM Guinea Tel. +224 628 33 86 53, Email: lchandellier@iom.int

Anita J. Wadud OIM Ghana, Tel. +233 302 742 930 ext. 2400, Email: ajwadud@iom.int