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L’OIM: necessario continuare e rafforzare il programma europeo di Relocation

Bruxelles – Oggi, 26 settembre 2017, è l’ultimo giorno in cui è possibile effettuare registrazioni al programma di Emergency Relocation dell’Unione Europea. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha assistito circa 30.000 richiedenti asilo nell’ambito di questo programma, istituito due anni fa per trasferire più di 160.000 persone dai due paesi dell’UE in prima linea nell’ accoglienza di migranti: Italia e Grecia. Gli Stati Membri dell’UE, con l’aggiunta di Norvegia e Lichtenstein, hanno tempo fino alla fine di dicembre 2017 per portare a termine le restanti procedure di Relocation già registrate.

Il Direttore Generale dell’OIM, William Lacy Swing, ha sottolineato l’importanza del programma e il suo potenziale nel ridurre la pressione su Italia e Grecia, nell’aiutare migliaia di richiedenti asilo e nel dimostrare i valori fondamentali che definiscono l’Europa. Swing ha sollecitato l’UE e i suoi Stati Membri a continuare il programma, migliorandolo e portandolo avanti in maniera ininterrotta.

Da qui alla fine dell’anno l’OIM dovrebbe poter trasferire altre 5.000–7.500 persone, continuando a eseguire controlli medici prima della partenza, attività di orientamento e di assistenza durante il viaggio.

Ad oggi, la Germania (8.479), la Francia (4.474), i Paesi Bassi (2.442), la Svezia (2.276) e la Finlandia (1.975) hanno accolto il numero più alto di richiedenti asilo beneficiari del programma. Malta, insieme alla Norvegia e il Lichtenstein (i due paesi che non fanno parte dell’UE ma che hanno deciso di essere inclusi nel piano), hanno portato a termine il loro impegno in termini di persone da accogliere nell’ambito del programma. Finlandia e Irlanda stanno per raggiungere lo stesso obiettivo. Ungheria e Polonia, al contrario, non hanno partecipato al programma malgrado i loro vincoli legali, mentre Austria e Repubblica Ceca hanno accettato meno dell’uno per cento della propria quota.

“Sono allarmato dal fatto che solo 14 Stati Membri, Norvegia e Lichtenstein hanno accolto minori non accompagnati, una categoria particolarmente vulnerabile a cui bisognerebbe garantire priorità nell’arco di tutto il programma” ha detto il Direttore Generale dell’OIM. Con rispettivamente 109 e 90 minori non accompagnati accolti, Finlandia e Paesi Bassi sono i paesi che ne hanno accolto il maggior numero.

I richiedenti asilo di nazionalità siriana, eritrea e irachena sono quelli che sono stati maggiormente trasferiti. Un terzo dei richiedenti asilo trasferiti sono bambini e più della metà (il 62%), sono uomini.

Secondo Swing “l’UE deve superare le misure di emergenza in favore di un sistema di Relocation sostenibile e obbligatorio che crei solidarietà tra gli Stati Membri e dimostri che l’Unione Europea sia in grado di agire efficacemente. L’impressionante accelerazione che il programma ha avuto quest’anno dimostra che il meccanismo funziona e che possiamo farci affidamento, ma allo stesso tempo che c’è bisogno di apportare modifiche e miglioramenti e che un’interruzione non è una opzione consigliabile”. “Ogni interruzione tra il programma attuale di Relocation e il meccanismo di equità stabilito da Dublino IV potrebbe indebolire la fiducia dei beneficiari nel programma e aggiungere un ulteriore carico all’ Italia e alla Grecia, dato il numero di migranti che continua ad arrivare” continua il Direttore Generale. “L’OIM ritiene che le regole che sono state concordate insieme sul programma attuale dovrebbero essere mantenute per evitare un’interruzione e una disgregazione del programma. Dopo due anni, le solide capacità, il know how e le strutture che sono state messe in piedi hanno contribuito all’attuale aumento di partenze”.

Riferendosi alle conclusioni politiche che possono essere tratte e alle lezioni che possono essere usate per migliorare il sistema, il Direttore Generale Swing ha affermato che “per prima cosa, la mancanza di una piena solidarietà e la condivisione delle responsabilità tra gli Stati dell’UE ha diminuito la credibilità e la fiducia che i beneficiari e l’opinione pubblica avevano nel sistema di Relocation. La piena partecipazione rafforzerebbe il sistema per tutte le persone coinvolte. In secondo luogo, dei criteri di ammissibilità più flessibili avrebbero permesso ad altre categorie di essere incluse, primi tra tutti i richiedenti asilo afgani, la maggior parte dei quali sono bambini, minori non accompagnati e famiglie con bambini spesso vittime di sfruttamento durante il percorso”.

In conclusione, il Direttore Generale ha sottolineato come “un coordinamento anticipato tra beneficiari e stati membri avrebbe ridotto i movimenti secondari, che indeboliscono il programma. Si sarebbe dovuto fare di più per garantire l’unità dei gruppi familiari, specialmente per quei bambini che sono stati separati e che si sono ritrovati trasferiti in paesi membri senza la famiglia. Un sistema centralizzato avrebbe permesso una realizzazione più rapida delle attività, mentre se si fossero messe più risorse nell’orientamento pre-partenza – componente fondamentale del programma – sarebbe stato possibile gestire in modo migliore le aspettative, velocizzare il processo di integrazione e quindi ridurre i movimenti secondari”.

Il Direttore Generale si ritiene “convinto che gli arrivi avvenuti negli ultimi anni siano assolutamente gestibili da parte di un’Europa unita, che agisca in solidarietà con i paesi di prima linea. Secondo Swing “una messa in atto più rapida del programma europeo di Relocation e la realizzazione di un più equilibrato Sistema di Asilo Europeo sono punti fondamentali”.

Leggi le statistiche aggiornate sulla Relocation.

Guarda i video di due esperienze di Relocation: Joude and Taha.

 

Per informazioni:

Flavio Di Giacomo, OIM Italia, Tel: +39 06 44 186 207/221, Email: iomromepress@iom.int

Jo De Backer,  IOM Regional Office, Brussels, Tel: +32 2 287 71 15, Email: jdebacker@iom.int
Ryan Schroeder,  IOM Regional Office, Brussels, Tel: +32 2 287 71 16, Email: rschroeder@iom.int
Besim Ajeti, IOM Greece, Tel: +30 210 9919040 Ext. 121, Email: bajeti@iom.int