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MINORI NON ACCOMPAGNATI: L’OIM ROMA AVVIA LA QUARTA FASE DEL PROGETTO DI RINTRACCIO FAMILIARE

famiglia_in_pakistan.jpg7 agosto 2014 - E’ stata ufficialmente avviata a luglio la quarta fase del progetto: “Family Tracing - Indagini familiari: uno strumento a supporto dell’individuazione di soluzioni durevoli per il futuro dei minori stranieri non accompagnati, residenti in Italia, ivi compreso il ritorno volontario assistito.” Finanziato dal Ministero del Lavoro, il progetto promuove indagini conoscitive utili alla comprensione del contesto di origine del minore

 

  AUMENTA IL NUMERO DEI MINORI NON ACCOMPAGNATI IN ITALIA E IN EUROPA. L’OIM ROMA SI IMPEGNA A PROMUOVERE UNA GESTIONE EFFICACE DEL FENOMENO E AVVIA LA QUARTA FASE DEL PROGETTO DI RINTRACCIO FAMILIARE 


7 agosto -  E’ stata ufficialmente avviata a luglio la quarta fase del progetto: “Family Tracing - Indagini familiari: uno strumento a supporto dell’individuazione di soluzioni durevoli per il futuro dei minori stranieri non accompagnati, residenti in Italia, ivi compreso il ritorno volontario assistito.”

famiglia_in_pakistan.jpgRealizzato dall’OIM Roma con il finanziamento e il  sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, il progetto prevede lo svolgimento di attività di rintraccio delle famiglie dei minori non accompagnati  e la raccolta di informazioni utili alla comprensione del contesto di origine del minore, un’attività per la quale l’OIM si avvale delle informazioni di base fornite dal Ministero del Lavoro e a loro volta raccolte dai servizi sociali che hanno in carico i minori. I beneficiari del progetto sono  ragazzi minorenni che non hanno né la cittadinanza italiana né quella di un altro paese dell’Unione Europea, non sono richiedenti asilo e si trovano in Italia senza l’assistenza e la tutela dei propri genitori o di altri adulti che siano legalmente responsabili per loro.

“Gli attuali flussi migratori che vedono protagonisti minori stranieri non accompagnati sono una realtà complessa e articolata”,  spiega José Angel Oropeza, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM, “difficile di per sé da prevedere. I minori fuggono da situazioni di guerra, di disagio o ristrettezze economiche e sono alla ricerca di una ‘vita migliore’, in termini di sicurezza, pace, ma anche accesso a opportunità di studio e lavoro migliori. Spesso ciò avviene con il consenso, se non l’incoraggiamento delle famiglie. Gli sforzi compiuti a livello nazionale e internazionale sono molteplici, ma non sempre sufficienti ad eliminare conseguenze tragiche, quali la perdita di vite umane lungo il percorso migratorio, o comunque negative, quali la dispersione sul territorio dei paesi di destinazione di minori privi di qualsiasi forma di tutela e il loro sfruttamento.”

“In questo contesto”, sottolinea Anna Giustiniani, Project Manager dell’OIM, “le indagini si sono rivelate un utile strumento per gli operatori sociali impegnati nell'assistenza ai minori stranieri non accompagnati e nell'orientamento dei loro processi d’integrazione in Italia. La conoscenza della storia familiare di questi ragazzi, le motivazioni che li hanno spinti a migrare, l’approfondimento di loro eventuali vulnerabilità, sono tutti elementi che permettono da una parte di calibrare un efficace percorso di accoglienza e di integrazione in Italia a loro dedicato, e dall’altra di valutare le eventuali possibilità di ritorno e reintegrazione nel paese di origine, in un’ottica di sostenibilità e di tutela del Superiore Interesse del Minore.” Tali attività hanno luogo solo dopo apposito coordinamento e con la collaborazione dei paesi di origine.

“Fra le  novità previste quest’anno al fine di sostenere un approccio sempre più partecipativo”, annuncia la Project Manager OIM, “vi è il potenziamento del sito internet www.familytracing.org in cui oltre ad un sezione ‘Frequently Asked Questions’ sui servizi del progetto, sarà possibile partecipare a forum di discussione e contribuire al miglioramento degli stessi servizi attraverso input diretti o la compilazione di un formulario di valutazione. Tutto ciò al fine di rendere il servizio di ‘family tracing’ più utile e funzionale al raggiungimento dello scopo principale, ovvero la salvaguardia del superiore interesse dei minori.”


 

              

Per informazioni:

Flavio Di Giacomo (OIM Roma)  + 39  06 44 186 207 - email: fdigiacomo@iom.int