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Forti lacune nei dati lasciano in pericolo e senza accesso a servizi di base bambini rifugiati, migranti e sfollati

5 febbraio 2018 – UNICEF, UNHCR, OIM, Eurostat e OCSE hanno lanciato oggi un allarme: le lacune nei dati sui rifugiati, i richiedenti asilo, i migranti e le popolazioni internamente sfollate stanno mettendo in pericolo le vite e il benessere di milioni di bambini migranti. In un appello, “Call to action: per proteggere i bambini migranti bisogna partire da dati migliori”, le cinque Agenzie – dell’ONU e partner- hanno mostrato insieme quanto i dati siano fondamentali per comprendere le tendenze delle migrazioni globali e sviluppare politiche per supportare gruppi vulnerabili come i bambini.

Davos: al World Economic Forum si parla di migrazione

24 gennaio - Davos: al World Economic Forum 2018 William L. Swing, Direttore Generale dell'OIM, ha discusso di migrazione insieme al Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni, al Primo Ministro greco Alexis Tsipras e al Vice Presidente nigeriano Yemi Osinbajo.
 

Giornata Internazionale del Migrante 2017 - "Il diritto di movimento deve essere esercitato tramite una migrazione sicura e non con barconi fatiscenti"

18 dicembre 2017 - "Dobbiamo offrire speranza a coloro che affrontano avverse condizioni economiche, fornire percorsi legali per un maggior numero di migranti o opzioni di migrazione circolare per coloro che desiderano lavorare e tornare a casa…perché se non troviamo noi una soluzione, i trafficanti lo faranno al nostro posto e pagheremo un prezzo molto caro in termine di perdite di vite umane e di deterioramento del tessuto sociale delle nostre società."

Leggi l'editoriale di William Lacy Swing, Direttore Generale dell'OIM

L’OIM pubblica un nuovo rapporto sulle vulnerabilità dei migranti che percorrono le rotte del Mediterraneo centrale e orientale

Ginevra 22 dicembre - E’ stato pubblicato oggi il  rapporto dell’OIM “Migrant Vulnerability to Human Trafficking and Exploitation: evidenze dalle rotte migratorie del Mediterraneo centrale e orientale”.

Lo studio analizza i dati quantitativi sui fattori di vulnerabilità e sulle esperienze individuali di abusi, violenza, sfruttamento e tratta di esseri umani raccolti negli ultimi due anni da oltre 16.500 migranti in 7 paesi (Italia, Bulgaria, Grecia, Macedonia, Serbia, Slovenia, Macedonia).

L'analisi ha permesso di confermare che i migranti che percorrono la rotta del Mediterraneo centrale sono più vulnerabili allo sfruttamento e alla tratta rispetto ai migranti che viaggiano sulla rotta del Mediterraneo orientale, anche quando hanno caratteristiche demografiche e di viaggio simili.

Giornata Internazionale del migrante - l'OIM organizza il 18 dicembre a Roma il Global Migration Film Festival

Lunedì 18 dicembreGiornata Internazionale del Migrante –  avrà luogo l’edizione 2017 del GLOBAL MIGRATION FILM FESTIVAL dell’OIM. Quest’anno l’evento si terrà a Roma presso il Cinema Farnese, a Piazza Campo de’ Fiori, e seguirà un programma che si svilupperà in diversi momenti: il primo film sarà proiettato alle 16, il secondo alle 19 e il terzo alle 20.  L'entrata è libera

Guardate QUI il trailer del Festival

L’OIM in campo per alleviare le condizioni dei migranti bloccati in Libia, in sostegno all'iniziativa lanciata da Unione Africana e Unione Europea

Ginevra 21 dicembre - L’OIM sta intensificando il programma di Ritorni Umanitari Volontari dalla Libia, che dall’inizio del 2017 ha permesso a più di 14.007 migranti di poter tornare nel proprio paese di origine. E’ già in corso un piano su larga scala di ritorni per via aerea attraverso il quale l’Organizzazione conta di aiutare 15.000 migranti a ritornare a casa dalla Libia entro la fine dell’anno. Swing: "E' nostro dovere, come priorità assoluta, portare i migranti fuori dai centri di detenzione".

Oltre 3000 migranti morti nel Mediterraneo nel 2017. L'OIM:"Bisogna agire"

Sono oltre 3.000 i migranti e rifugiati che nel 2017 hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo dall’inizio del 2017. E’ questo il drammatico calcolo riportato oggi dall’OIM dopo il naufragio avvenuto lo scorso weekend al largo delle coste libiche. È il quarto anno consecutivo che questo numero viene raggiunto, secondo i calcoli del Progetto Missing Migrants. 
Dalla tragedia di Lampedusa dell’ottobre 2013 – un naufragio che costò la vita a 360 persone –  i migranti morti nel Mediterraneo sono stati oltre 15.000.
"L’abbiamo ripetuto per gli ultimi quattro anni e continuiamo a dirlo: non basta più contare semplicemente queste tragiche statistiche, bisogna anche agire”, ha affermato William Lacy Swing, Direttore Generale dell’OIM. “Queste ultime notizie, giunte subito dopo le drammatiche rivelazioni sul mercato degli schiavi in Libia, sulle sofferenze subite da chi cade nelle mani dei trafficanti e sulle condizioni dei centri di detenzione in Libia, richiedono la nostra attenzione. Dobbiamo mettere fine a queste pratiche e gestire la migrazione in maniera sicura e regolare per tutti”. Leggi qui

Gli abusi sui migranti in Libia sono una macchia per la coscienza dell’umanità

di William Lacy Swing, Direttore Generale dell’OIM

In Libia si stima che vi siano circa 700.000 migranti: decine di migliaia di loro sono vittime di terribili sofferenze causate da trafficanti senza scrupoli. Gli abusi su coloro che si trovano trattenuti contro la loro volontà in condizioni misere e disumane rappresentano una macchia sulla nostra coscienza.

Pubblicato il briefing sul contributo economico della popolazione migrante in Italia

E’ online il secondo Briefing dell’OIM, dedicato al contributo economico della popolazione migrante in Italia. Il Briefing  raccoglie e analizza i dati più aggiornati provenienti da fonti istituzionali e accademiche sulla presenza migratoria nel mercato del lavoro italiano come lavoratori, imprenditori e contribuenti. I migranti sono il 10.5% della forza lavoro in Italia e hanno prodotto circa il 9% del PIL italiano nel 2016.

Sono 90 le vittime dei due naufragi del 3 novembre

17 novembre - Sarebbero 90 le vittime dei due naufragi avvenuti il 3 novembre scorso lungo la rotta del Mediterraneo centrale. E’ questa la novità che emerge da ulteriori informazioni raccolte dall’OIM sui due incidenti, i cui sopravvissuti erano stati portati a Salerno domenica 5 novembre. I loro racconti sono drammatici: si stima che nel primo incidente siano morte e disperse 76 persone (incluse le 23 ragazze i cui corpi sono stati recuperati dai soccorritori). Il secondo incidente ha invece causato, oltre alla morte di 3 donne, anche l’annegamento di 11 altre persone. Il funerale delle 26 ragazze ha avuto luogo oggi a Salerno. Leggi qui