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SCONTRI IN YEMEN: L’OIM FORNISCE ASSISTENZA AI MIGRANTI E ALLA POPOLAZIONE COLPITA

yemen.jpg31 marzo 2015 - Dopo i devastanti attacchi aerei di lunedì in Yemen, il team dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni presente nel paese si è attivata per fornire assistenza agli sfollati e per evacuare i lavoratori stranieri. Al momento l’OIM Yemen ha ricevuto richieste di evacuazione di personale da diversi paesi, tra cui lo Sri Lanka, il Sudan e l’Etiopia.

 

SCONTRI IN YEMEN: L’OIM FORNISCE ASSISTENZA AI MIGRANTI E ALLA POPOLAZIONE COLPITA

 

Ginevra Il Dopo i devastanti attacchi aerei di lunedì in Yemen, il team dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni presente nel paese si è attivata per fornire assistenza agli sfollati e per evacuare i lavoratori stranieri.
Al momento l’OIM Yem
yemen.jpgen ha ricevuto richieste di evacuazione di personale da diversi paesi, tra cui lo Sri Lanka, il Sudan e l’Etiopia. L’Organizzazione sta valutando le opzioni operative più percorribili, anche se la priorità rimane quella di garantire la sicurezza dello staff OIM presente nel paese.
La mancanza di sicurezza impedisce al personale OIM di circolare liberamente nel paese e di raccogliere informazioni su come stia evolvendo la situazione. La connessione internet funziona a tratti. 
In Yemen lavorano più di 400 operatori dell’Organizzazione, che stanno facendo del loro meglio per aiutare la popolazione locale in questa drammatica situazione.


Ecco una sintesi delle attività che l’OIM Yemen sta portando avanti in questo frangente:

Haradh:
Fino alla scorsa settimana l’OIM assisteva 120 migranti nel Centro di Haradh (MRC - Migrant Response Centre), fornendo cibo e assistenza sanitaria. A causa delle difficili condizioni di sicurezza il Centro non è più operativo, in quanto al momento non più raggiungibile.
In seguito all’incidente di lunedì al campo sfollati di Mazraq (nel governatorato di Hajjah) –nel corso del quale, secondo fonti OIM, 40 persone sono morte e 200 sono rimaste ferite – il Ministero per la Salute Pubblica e la Popolazione ha chiesto l’intervento dell’Organizzazione per evacuare i feriti e trasportarli all’ospedale di Haradh. Si tratta di una richiesta straordinaria: dal 2010, infatti, sono le agenzie Onu che si fanno carico dei campi per sfollati del governatorato di Sa’ada, mentre l’OIM fornisce assistenza alle popolazioni colpite dal conflitto nel governatorato confinante di Al Jawf. L’OIM comunque si è resa disponibile ed è riuscita a mettere al servizio dell’ospedale locale una delle ambulanze solitamente usate per assistere i migranti.


Aden:
Alla luce degli scontri di questi giorni, l’OIM ha inviato quattro operatori della propria unità medica (2 medici e 2 infermieri che solitamente forniscono assistenza ai migranti, agli sfollati e alle loro comunità) a lavorare presso l’ospedale “22 maggio” di Aden per distribuire le medicine che si trovano in magazzino a tutti coloro che ne hanno bisogno.
A causa di una più sempre ingente mancanza d’acqua, l’OIM si sta anche preparando ad aumentare le riserve idriche degli ospedali Al Jumhooria e 22 maggio e del Centro di Trauma gestito da Medici Senza Frontiere. Saranno inviate e installate cisterne d’acqua da 3.000 litri ciascuna. Lunedì scorso lo staff OIM non ha potuto raggiungere le varie strutture a causa dei pesanti bombardamenti e degli scontri a fuoco che hanno avuto luogo ad Aden.
Team d’emergenza dell’Organizzazione tengono sotto osservazione gli avvenimenti dei governatorati confinanti e anche la situazione delle 9.300 famiglie sfollate a Al Dhale'e e delle 100 sfollate tra Lahi e Abyan. Secondo i report dell’OIM - redatti in collaborazione con i rappresentati dell’Autorità Generale dell’Acqua Rurale e di Sanità in Lahj, Al Dhale'e and Zingibar (Abyan) – le principali reti idriche non sono più operative, per mancanza il carburante necessario ad azionare le pompe e per l’inquinamento degli stessi pozzi d’acqua. L’OIM al momento sta cercando di dispiegare autocisterne per fornire acqua al governatorato di Al Dhale’e, dove le carenze idriche erano già grave fonte di preoccupazione umanitaria ancor prima dello scoppio del conflitto.
Nell area di Basateen (Aden), una zona popolata principalmente da famiglie migranti e sfollate, l’OIM sta ancora distribuendo un pasto al giorno ai circa 100 migranti bloccati nella moschea del luogo. Si ritiene che il numero di migranti che cercheranno riparo nella moschea di Basateen aumenteranno a causa dei conflitti che stanno interessando le zone centrali di Aden. Le risorse di cibo stanno però già cominciando a scarseggiare.


Sana'a:
Sono 520 i migranti al momento ospitati presso un centro dell’Autorità per l’Immigrazione, i Passaporti e la Naturalizzazione a Sana’a. Si tratta di una struttura del Ministero dell’Interno, dove l’OIM fornisce assistenza medica, distribuisce pasti, garantisce la sicurezza, e realizza attività di cooperazione tecnica e di formazione. I migranti, anche se estremamente spaventati e scossi, stanno bene e sono al sicuro. La mancanza di cibo nei mercati potrebbe però diminuire la capacità della struttura di fornire razioni di cibo d’emergenza. Inoltre, i danni causati alle strutture aereoportuali riducono le possibilità di un’evacuazione via aria.

Per ulteriori informazioni, si prega di rivolgersi a:

Leonard Doyle, OIM Ginevra Tel: + 41 79 285 71 23, Email: ldoyle@iom.int

Joel Millman, OIM GinevraTel: + 41 79 103 87 20, Email: jmillman@iom.int.

Marco Chimenton, OIM Yemen, Tel: +253 77 196 642 Email: mchimenton@iom.int