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Sfruttamento lavorativo

 

L’OIM si impegna nella prevenzione e nella lotta contro il fenomeno del caporalato e di qualsiasi altra forma di sfruttamento lavorativo; a tal fine, promuove pratiche di assunzione eque e lavora affinchè siano assicurate condizioni di lavoro nel rispetto della dignità del migrante e contro ogni forma di discriminazione.

Negli ultimi 10 anni l’Italia ha assistito ad un significativo aumento dei casi di sfruttamento lavorativo e marginalizzazione dei lavoratori migranti, inclusi casi di lavoro forzato. In Italia, il settore agricolo e quello della trasformazione alimentare, insieme all’edilizia, la ristorazione e il lavoro domestico, sono tra i settori economici maggiormente esposti ai rischi del lavoro irregolare. Secondo gli ultimi dati raccolti dalla Federazione Lavoratori Agroindustria (FLAI), su 430.000 lavoratori irregolari impiegati nel settore agricolo, oltre 100.000 sono vittime di caporalato e di altre gravi forme di sfruttamento del lavoro, e in migliaia sono spesso costretti a vivere nei cosiddetti "ghetti": baraccopoli e insediamenti informali privi di elettricità, acqua corrente e sistema fognario. Vivendo in condizioni di grande vulnerabilità e non avendo opportunità di integrazione alternativa a livello locale, i migranti cadono facilmente nella trappola di datori di lavoro e intermediari senza scrupoli che li costringono a forme di lavoro informale e sfruttamento (uniche forme di reddito).  In questo contesto, le priorità dell’OIM comprendono diversi interventi su tre principali linee strategiche:

1) Supporto tecnico e capacity-building delle istituzioni a livello nazionale e locale

2) Impegno da parte di imprese e datori di lavoro contro le assunzioni irregolari e promozione di trattamenti lavorativi equi per i lavoratori stranieri

3) Assistenza ai migranti a rischio di sfruttamento

Sotto questo ombrello, IOM si impegna a:

  • Supportare le autorità nazionali e locali nel coordinare e armonizzare le iniziative contro il reclutamento e lo sfruttamento del lavoro;
  • Migliorare le capacità delle istituzioni nazionali nelle azioni di ispezione, grazie anche al sostegno di mediatori culturali qualificati;
  • Incoraggiare misure attive volte a facilitare l'accesso al mercato del lavoro e ai servizi per l'impiego;
  • Promuovere azioni di capacity building e sensibilizzazione per il settore pubblico e privato ​​sull'impatto ​​dell'integrazione dei migranti nel mercato del lavoro locale;
  • Individuare vittime e potenziali vittime di sfruttamento del lavoro attraverso attività di sensibilizzazione sul posto di lavoro,  nei ghetti e nei principali punti di aggregazione dei migranti;
  • Rafforzare la consapevolezza dei lavoratori migranti vittime di sfruttamento dei loro diritti e dei meccanismi di assunzione equi disponibili a livello locale e nazionale;
  • Incoraggiare i percorsi individuali di integrazione a favore delle vittime e delle potenziali vittime di sfruttamento lavorativo per facilitarne il processo di integrazione;
  • Migliorare le informazioni disponibili relative al riconoscimento dei titoli e delle qualifiche e renderle più accessibili;
  • Promuovere una più stretta cooperazione tra i servizi pubblici per l'impiego, il settore privato e le parti sociali, al fine di facilitare il collegamento tra le competenze dei migranti e la domanda a livello locale;
  • Rafforzare la partecipazione delle imprese nei processi di due diligence e nello sviluppo di strategie di responsabilità sociale delle imprese contro le pratiche di sfruttamento;

In questo quadro, OIM sta attualmente implementando i seguenti progetti:

ALT Caporalato! - Azioni per la Legalità e Tutela del Lavoro 

SU.PR.EME - Southern Italy against migrants' labour exploitation and marginalization 

 

Scarica la scheda completa con i risultati aggiornati:

Aggiornamento risultati - Giugno 2021

Aggiornamento risultati – Gennaio 2021

Aggiornamento risultati – Dicembre 2020 (ENG)

Aggiornamento risultati – Ottobre 2020

 

 

Per saperne di pù, consulta i nostri approfondimenti:

Outreach: obiettivi, strategie e modalità operative 

Perché i migranti sono più esposti allo sfruttamento lavorativo?