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Giornata Mondiale contro la tratta – OIM: mantenere alta l’attenzione sul fenomeno, che segue rotte diversificate

 

Roma 30 luglio 2019 – Oggi 30 luglio si celebra la Giornata Mondiale contro la Tratta, uno dei crimini transnazionali più seri al mondo e una delle sfide che riguardano i diritti umani più complesse del nostro tempo. 

“La tratta è un crimine che sconvolge la vita di migliaia di persone ed è causa di inaudite sofferenze”, sottolinea Federico Soda, direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). “Si tratta di un tema al quale dedichiamo da anni il nostro impegno con attività di protezione, prevenzione e di collaborazione con le autorità che si occupano di contrasto al crimine organizzato”.

In questi anni in Italia l’Organizzazione ha portato avanti una serie di attività a tutela delle vittime in arrivo via mare e supportato diversi attori coinvolti nel contrasto al fenomeno, secondo un approccio multi-agenzia e multi-livello, in collaborazione con procure, Forze dell’Ordine, Ministeri e tutti gli attori coinvolti nella gestione dei flussi migratori e nel contrasto alla tratta.  Un impegno che ha recentemente trovato anche un importante riconoscimento nella decisione del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America di assegnare il titolo di “Trafficking in Person Hero 2019” alla funzionaria dell’OIM Italia Roseline Eguabor, ricevuta a Washington da importanti istituzioni americane attive nel contrasto a questo crimine.

La recente diminuzioni di arrivi via mare ha sicuramente comportato anche un calo di arrivi di vittime di tratta attraverso il Mediterraneo centrale, ma ciò non vuol dire che il fenomeno sia per questo meno rilevante. Un grande numero di vittime di tratta si trova con ogni probabilità bloccato in Libia, paese dove è ancora più difficile mettere in protezione le ragazze che sono trafficate dai loro paesi di origine e dove spesso le ragazze sono obbligate a prostituirsi. Inoltre molti migranti e rifugiati che si trovano in Italia sono a rischio di diventare vittime di tratta o di grave sfruttamento a causa del mancato accesso al lavoro regolare e a percorsi di integrazione socio-lavorativa.

Esiste inoltre il timore reale che siano molte le vittime portate in Europa attraverso vie alternative alla traversata via mare.

Cosi come successo in passato, se una rotta diventa più complicata, i trafficanti ne usano un’altra e il sospetto è che molte ragazze siano fatte entrare in Europa secondo modalità meno visibili degli sbarchi ma  ugualmente efficaci.

“La tratta è un fenomeno purtroppo sempre attuale che segue rotte diversificate”, sottolinea Soda” “ed è quindi necessario mantenere elevata l’attenzione sul fenomeno, che continua a esistere e che occorre contrastare attraverso attività di identificazione delle vittime sul territorio e di lotta alle organizzazioni criminali che si arricchiscono con questo terribile business. Resta di conseguenza strategico continuare a lavorare su meccanismi di protezione che rendano sempre più efficace l’emersione del reato e repressione del fenomeno”.

Di fronte a un fenomeno che esiste da tanti anni e che si avvale di una capacità organizzativa estremamente complessa ed efficace a livello internazionale, l’OIM sottolinea anche l’esigenza di promuovere una riflessione più approfondita sul mercato cui sono destinate queste ragazze e sulla domanda, sempre presente, di prestazioni sessuali a pagamento.

 

Per informazioni:

Ufficio Stampa OIM -  e-mail: iomromepress@iom.int