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Giornata Mondiale contro la Tratta delle persone - OIM: riflettere sul sistema di identificazione e protezione delle vittime di tratta che arrivano in Italia via mare

 

Roma 30 luglio 2018 - Si celebra oggi la Giornata Mondiale contro la Tratta delle persone, uno dei reati tra i più gravi a livello mondiale, che viola i diritti delle persone e che rappresenta una delle forme di schiavitù moderna più estese del ventunesimo secolo.

La tratta di esseri umani - crimine transnazionale che sconvolge la vita di migliaia di persone ed è causa di inaudite sofferenze -  vede tra le sue vittime anche molte ragazze che arrivano via mare in Italia.

I dati presentati negli ultimi anni dall’OIM hanno dimostrato come l’80 per cento delle ragazze nigeriane giunte via mare sia destinato a essere vittima di sfruttamento - soprattutto sessuale - in Italia e in altri paesi dell’Unione Europea.  Un fenomeno estremamente grave e in crescita, soprattutto se si considera che tra il 2014 e il 2016 le donne provenienti dalla Nigeria era passato da 1.500 a oltre 11.000.

“Ad oggi il numero totale di arrivi via mare in Italia è diminuito dell’80 per cento (18.130 di quest’anno contro i 94.448 dello stesso periodo del 2017)”, afferma Federico Soda, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento OIM per il Mediterraneo, “anche se rimane altissimo sia il numero di morti (1.111) sia il numero migranti che presentano gravi condizioni di vulnerabilità”.

“In questo contesto dobbiamo osservare che, anche se il numero assoluto di vittime di tratta è calato di pari passo col numero degli arrivi, il personale OIM ai punti di sbarco e nei centri di accoglienza continua ancora a identificare molti casi”, avverte Soda.

“Riteniamo che proprio la diminuzione degli sbarchi possa rappresentare un’occasione utile per avviare una riflessione sul sistema di identificazione, referral e protezione delle vittime di tratta in arrivo via mare, accolte principalmente all’interno di un sistema – quello per i richiedenti protezione internazionale – spesso inadeguato a rispondere alle specifiche esigenze necessarie alla tutela di questo particolare gruppo vulnerabile”.

“Questo momento è quindi strategico per ripensare un sistema di tutela delle vittime di tratta che assicuri la tempestiva attivazione, già al momento dello sbarco, dei meccanismi di protezione e  che consenta pertanto un’ancora più efficace emersione del reato e repressione del fenomeno”, conclude il Direttore OIM.

 

Per informazioni:

Flavio Di Giacomo - Ufficio Stampa OIM - fdigiacomo@iom.int Tel. 06 44 186 207/221