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Libia: preoccupazione dell'OIM per la sicurezza dei migranti in detenzione

 

Ginevra 5 aprile - L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni esprime preoccupazione per la popolazione civile e i migranti tenuti in detenzione in Libia, mentre convogli militari si avvicinano alla capitale Tripoli.

Durante gli scontri avvenuti nell'agosto 2018, oltre 14.000 civili furono sfollati e 2.000 migranti si trovarono coinvolti dai combattimenti.

"La sicurezza dei migranti detenuti diventerebbe una questione cruciale se dovesse verificarsi un'escalation dell'azione militare. Il destino di tutti i civili libici e la sicurezza degli operatori umanitari rimane una preoccupazione prioritaria", ha dichiarato il Direttore Generale dell’OIM, António Vitorino.

"I migranti, compresi uomini, donne e bambini detenuti in condizioni spesso inumane diventerebbero particolarmente vulnerabili in caso di un rapido deterioramento della sicurezza", ha aggiunto osservando che "la Libia non è un luogo sicuro dove riportare i migranti che hanno tentato senza successo di raggiungere l'Europa."

Nel 2019, 1.073 migranti, tra cui 77 bambini, sono stati rimandati in Libia dopo essere stati intercettati e soccorsi in mare, e sono stati sottoposti a detenzione arbitraria.

A Tripoli, il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha lanciato un "forte appello" per una riduzione della tensione e la fine del dislocamento di gruppi militari in tutto il paese. Ha anche sottolineato che i migranti nei centri di detenzione "non sono solo responsabilità della Libia, ma anche di tutta la comunità internazionale".

Il Segretario Guterres ha visitato ieri il centro di detenzione di Ain Zara, dove attualmente ci sono oltre 600 persone, parlando con uomini, donne e bambini detenuti da mesi. Il Segretario delle Nazioni Unite si è detto scioccato dal livello di sofferenza dei migranti e "soprattutto dal livello di disperazione che ho trovato".
 

Per informazioni:
Flavio Di Giacomo , ufficio stampa OIM, Tel 0644186207
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