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Libia: preoccupazione dell'OIM per la sicurezza dei migranti in detenzione

Ginevra 5 aprile - L’OIM esprime preoccupazione per la popolazione civile e i migranti tenuti in detenzione in Libia, mentre convogli militari si avvicinano alla capitale Tripoli.

"I migranti, compresi uomini, donne e bambini detenuti in condizioni spesso inumane, diventerebbero particolarmente vulnerabili in caso di un rapido deterioramento della sicurezza", ha dichiarato il Direttore Generale dell’OIM, António Vitorino.

OIM: in Libia ancora difficile garantire una protezione adeguata ai migranti

29 marzo 2019 - In riferimento alle proprie attività in Libia, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) intende precisare di aderire alla posizione ONU secondo la quale la Libia non può ancora essere considerata un porto sicuro.

L’OIM in Libia è presente, ed è attiva ai punti di sbarco, dove fornisce una prima assistenza ai migranti soccorsi in mare. Dopo lo sbarco i migranti sono però spesso trasferiti in centri di detenzione gestiti dal governo sui quali l’OIM non ha nessuna autorità. Si tratta di centri chiusi, e la detenzione di uomini, donne e bambini al loro interno è da considerarsi arbitraria. Le condizioni inaccettabili e inumane di questi centri sono ampiamente documentate.

In generale la situazione nel paese rimane molto pericolosa e l’OIM non può garantire la protezione dei migranti in Libia.

Si conclude il progetto AVRIT - Ritorno Volontario Assistito dall'Italia

 

Sono 1080 i cittadini di paesi terzi che hanno fatto rientro nel proprio paese di origine, volontariamente, con dignità e in sicurezza, tramite AVRIT, il Progetto di ritorno volontario assistito dall’Italia – realizzato dal Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, e implementato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) dal gennaio 2018 al 31 marzo 2019.

L'OIM condanna le violenze avvenute nel centro di detenzione libico di Trig Al Sikka

Ginevra 5 marzo - L'OIM condanna le violenze avvenute nel centro di detenzione libico di Trig Al Sikka, dove alcuni migranti sarebbero stati "puniti" per aver tentato la fuga dal centro stesso, e richiede di poter incontrare quanto prima le persone vittime dell'episodio. "Non importa quali siano le cause che hanno portato a questo specifico incidente, ma l'utilizzo della violenza nei confronti dei migranti non può essere mai giustificata", ha affermato Mohammed Abikder, Direttore del Dipartimento per le Operazioni e le Emergenze dell'OIM.

Leggi qui il comunicato

Urgente garantire lo sbarco in un porto sicuro ai 47 migranti e rifugiati da 7 giorni a bordo della “SeaWatch3”

Roma 26 gennaio - L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), l’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’UNICEF esprimono grave preoccupazione per la situazione dei 47 migranti e rifugiati soccorsi lo scorso sabato dalla nave “SeaWatch3”, ai quali non è stato ancora garantito un porto di approdo sicuro. E' necessario che, fino a quando la Libia non sarà considerata un porto sicuro, tutti gli Stati europei dimostrino finalmente senso di responsabilità e di solidarietà per i migranti e rifugiati che rischiano di morire in mare e che quindi l’attuale approccio “nave per nave” venga superato e sia sostituito da un meccanismo di sbarco sicuro e ordinato nel Mediterraneo Centrale.

Mediterraneo: 170 dispersi in mare in sole 48 ore

19 gennaio - Tre sopravvissuti di un naufragio, soccorsi e portati a Lampedusa dalla Marina italiana, hanno fornito allo staff OIM dettagli sul reale numero dei dispersi e su chi era a bordo. Erano partiti in 120 da Garabuli, Libia. Il giorno prima un altro naufragio era avvenuto nelle acque tra Spagna e Marocco: 53 i dispersi. Leggi qui

Sbarcati a Malta i migranti della Sea Watch 3 e della Sea Eye. Gesto di concreta solidarietà europea, ma ora necessarie soluzioni più rapide e affidabili

Floriana/Roma/Bruxelles 10 gennaio 2019 - L’OIM esprime apprezzamento per la decisione presa da Malta di garantire un porto di sbarco sicuro ai 49 migranti soccorsi dalle navi Sea Watch 3 e Sea Eye e per la volontà di collaborazione di quegli Stati Membri dell’UE che hanno accettato di accogliere i migranti sul proprio territorio dando vita a un concreto esempio di solidarietà europea.

Urgente trovare porto di approdo sicuro per i 49 migranti bloccati da giorni nel Mediterraneo

Roma 2 gennaio 2019 - L'OIM esprime preoccupazione per la situazione dei 49 migranti soccorsi da giorni nel Mediterraneo e ai quali non è stato ancora garantito un porto di approdo sicuro. Nello specifico, 32 persone sono da oltre 10 giorni (dal 22 dicembre) a bordo della nave della “Sea Watch 3”, mentre 17 persone si trovano a bordo della nave dell'ong "Sea Eye", che li ha soccorsi in mare lo scorso 29 dicembre. E’ urgente e necessario che gli Stati europei dimostrino senso di responsabilità e di solidarietà per i migranti e rifugiati e offrano quanto prima un porto di approdo sicuro alle 49 persone in questione.

GIORNATA INTERNAZIONALE DEL MIGRANTE 2018

La migrazione è il grande tema della nostra era. “With Dignity” (Con dignità) è lo slogan che l’OIM ha scelto per la Giornata Internazionale del Migrante, che ricorre oggi martedì 18 dicembre. (Editoriale di António Vitorino, Direttore Generale dell’OIM)

18 dicembre - Il Global Migration Film Festival a Roma

In occasione della 18 dicembre Giornata Internazionale del Migrante, l’OIM presenta a Roma il GLOBAL MIGRATION FILM FESTIVAL – un’iniziativa lanciata nel 2016 che quest'anno vede coinvolti più di 100 paesi in tutto il mondo. Quest'anno il tema scelto per il Festival è quello dell’INCONTRO, e sarà raccontato tramite la proiezione del cortometraggio “La buona novella” di Sebastiano Luca Insinga e del film “L’Ospite Inatteso” di Tom McCarthy con Richard Jenkins e Haaz Sleiman.