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OIM,UNHCR e UNICEF esortano gli Stati europei a promuovere l’accesso dei minori rifugiati e migranti all’istruzione

 

Le sfide principali includono la mancanza di spazi scolastici, insegnanti non adeguatamente formati, barriere linguistiche e accesso limitato al supporto psicosociale

 

Bruxelles/Ginevra 11 settembre 2019 – OIM, UNHCR e UNICEF chiedono agli Stati europei uno sforzo maggiore per assicurare a tutti i minorenni migranti, rifugiati e richiedenti asilo l’accesso all’istruzione di qualità e garanzie per il proseguimento del percorso accademico. In una pubblicazione lanciata oggi, le tre Agenzie delle Nazioni Unite descrivono le barriere che questi bambini e adolescenti incontrano nell’accesso all’istruzione in Europa.

Attualmente il numero di bambini e adolescenti nati fuori dall’Europa (compresi i minorenni rifugiati e migranti arrivati di recente) che abbandonano la scuola precocemente è quasi il doppio rispetto al numero dei minorenni che nascono in Europa. I minorenni migranti conseguono risultati scolastici più bassi quando non viene dato loro il supporto adeguato. Per esempio, circa 3 studenti nati nel paese su 4 conseguono l’idoneità in scienze, lettura e matematica, ma sono solo 3 su 5 di quelli con un background migratorio.

Tra le sfide principali sottolineate nel rapporto: le risorse economiche insufficienti; pochi spazi scolastici o insegnanti non adeguatamente formati per lavorare con minorenni rifugiati e migranti; barriere linguistiche; la mancanza di sostegno psicosociale e classi di recupero limitate. Queste ultime sono vitali per i bambini che non sono andati a scuola per periodi prolungati o che provengono da sistemi scolastici differenti.

I bambini in età da scuola pre-primaria (dai 3 ai 5 anni) e da secondaria superiore (dai 15 anni in su) sono particolarmente vulnerabili all'abbandono scolastico, poiché spesso non sono compresi nel campo di applicazione della legislazione nazionale sull'istruzione obbligatoria.

Per aiutare gli Stati a rispondere a queste sfide e alla mancanza di dati cruciali, la pubblicazione fornisce degli esempi di pratiche buone e promettenti per l’istruzione in Europa e riporta una serie di raccomandazioni.

 

FOCUS ITALIA

1. Le statistiche nazionali sull’istruzione distinguono solo tra cittadini italiani e non italiani.

2. Nell’anno scolastico 2016-2017, erano registrati 634.070 bambini non italiani in scuole italiane (pari al 9,5% del totale degli iscritti).

3. Il 46% dei bambini non italiani era iscritto alla scuola primaria, il 26% alla scuola secondaria inferiore e il 29% alla secondaria superiore. Non ci sono dati sull’istruzione pre-primaria.

4. Tra tutti i bambini non italiani nel sistema scolastico, il 77% (487.748) erano cittadini non europei.

5. Tra gli adolescenti rifugiati e migranti, che hanno risposto al sondaggio sull’istruzione condotto a fine 2017 sulla piattaforma UNICEF U-Report on the Move, il 49% frequentava solo lezioni di lingua italiana, mentre solo il 30% frequentava le lezioni regolari, con un grande differenza tra le zone (https://onthemove.ureport.in/poll/2371/).

6. Secondo un sondaggio più recente (https://onthemove.ureport.in/poll/2537/) l’86%  dei rispondenti ha dichiarato che avrebbe voluto accedere a corsi di formazione. Tuttavia, pochissimi di loro hanno avuto accesso a queste opportunità.

 

“Con la volontà politica e ulteriori investimenti, i Governi in Europa possono costruire sistemi inclusivi di scuola pubblica, assicurando a tutti i bambini, a prescindere dal loro status migratorio, di vedere protetto il loro diritto all’istruzione, mentre si costruiscono comunità inclusive e di successo,” ha dichiarato Afshan Khan, Direttore regionale UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale e Coordinatore Speciale per la Risposta dei Rifugiati e Migranti in Europa.

Le Agenzie chiedono agli Stati anche di ampliare gli sforzi e investire ulteriormente sia livello nazionale sia regionale per raccogliere dati standardizzati e armonizzati di qualità sui bambini rifugiati, richiedenti asilo e migranti nell’ambito dell’istruzione, per orientare politiche di sviluppo e distribuzione delle risorse.

“Eliminare questi gap nell’istruzione dei minorenni rifugiati e migranti è importante per il loro sviluppo e benessere e può avere effetti positivi per la società in generale. L’istruzione ha il potere coesivo di aiutare i minorenni rifugiati e migranti e le loro famiglie a costruire legami con le comunità locali e di contribuirvi. Investire in un’istruzione inclusiva e di qualità ci aiuterà ad assumerci le nostre responsabilità per assicurare che nessuna generazione venga lasciata indietro,” ha dichiarato Manfred Profazi, senior Regional Adviser per l’Europa e l’Asia Centrale dell’OIM.

Scarica QUI il Briefing

 

Per ulteriori informazioni su quest’argomento, siete invitati a contattare:

OIM:

Roma: Flavio Di Giacomo, fdigiacomo@iom.int, +39 06 44 186 207
Ginevra: Joel Millman, jmillman@iom.int, +41 79 103 8720

UNHCR:

Roma: Carlotta Sami, sami@unhcr.org, +39 335 6794746
Ginevra: Shabia Mantoo, mantoo@unhcr.org, +41 79 337 7650

UNICEF:

Ufficio Stampa UNICEF Italia, tel: 06 47809346-272; cell: 334/1196798; email: press@unicef.it; Twitter: @UNICEF_ITAmedia; sito web: www.unicef.it
Portavoce UNICEF Italia Andrea Iacomini: 342/8096397; e-mail: portavoce@unicef.it