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Riportati in Libia 49 migranti che si trovavano su un barcone in acque territoriali maltesi. La preoccupazione dell’OIM.

 

Ginevra 16 marzo – A seguito dell’informazione secondo la quale un’imbarcazione di legno che trasportava 49 migranti è stata riportata in Libia dopo un guasto al motore avvenuto in acque maltesi,  l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) esprime forti preoccupazioni per quella che appare essere una violazione del diritto marittimo internazionale e fa appello all'Unione Europea e alla comunità internazionale per un'azione immediata che eviti il ritorno di persone vulnerabili in Libia e che rispetti il principio di non respingimento.

Ricordiamo agli Stati che salvare vite umane deve rimanere la priorità numero uno e che rispondere a chiamate di soccorso in mare è una responsabilità legale e morale.

L'OIM ribadisce la sua richiesta alla comunità internazionale affinché venga istituito un chiaro e rapido meccanismo di sbarco che ponga fine ai ritorni in Libia e alla detenzione di migranti vulnerabili in quel paese. Appare necessario adottare un modello di risposta alternativo che preveda per tutti gli Stati europei si prendano uguali responsabilità e si rendano disponibili a fornire un porto sicuro alle persone soccorse o intercettate in mare.

La guardia costiera ha riportato oltre 2.500 persone in Libia quest'anno, e tra queste alcune fatte sbarcare a Tripoli poche ore dopo che il porto principale della città subisse pesanti bombardamenti.

Solo nelle ultime 48 ore oltre 400 uomini, donne e bambini sono stati riportati a Tripoli dalla guardia costiera libica. La maggior parte sono stati portati in un centro di detenzione gestito dal Ministero dell’Interno. Almeno 600 migranti riportati in Libia e trasferiti in questa struttura risultano dispersi da gennaio. L'OIM esprime forte preoccupazione per la sicurezza delle persone che sono detenute in questa struttura e attende ancora una risposta dalle autorità libiche a cui sono state chiesti chiarimento su quanto accaduto ai quei migranti di cui non si hanno più notizie.

L'OIM continua a fornire assistenza umanitaria in Libia nonostante le difficoltà di accesso e sicurezza ma ribadisce che la propria presenza nel Paese non può garantire la sicurezza dei migranti, delle persone vulnerabili e soprattutto di chi si trova nei centri di detenzione.