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Si conclude il progetto AVRIT - Ritorno Volontario Assistito dall'Italia

 

Sono 1080 i cittadini di paesi terzi che hanno fatto rientro nel proprio paese di origine, volontariamente, con dignità e in sicurezza, tramite AVRIT, il Progetto di ritorno volontario assistito dall’Italia – realizzato dal Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, e implementato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) dal gennaio 2018 al 31 marzo 2019.

Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea tramite le risorse del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) Emergenza – fondo attivato appositamente per far fronte all’aumento delle richieste di ritorno volontario da parte dei migranti irregolarmente presenti sul territorio italiano e con scarse possibilità di regolarizzazione.

I migranti che hanno scelto di partecipare al progetto AVRIT sono per la maggior parte segnati dalla fragilità e dall’esclusione sociale.

Infatti, dei beneficiari assistiti, uno su due versa in condizioni di irregolarità. Tra questi, un’alta percentuale (77%) non ha mai goduto di una situazione di regolarità, mentre il 23% è rappresentato da overstayers – ovvero migranti rimasti sul territorio italiano dopo la scadenza del permesso di soggiorno. Tra il numero totale dei beneficiari, il 48% è irregolare, il 34% dei invece è composto da richiedenti asilo, il 15% da titolari di permessi di soggiorno e il 3% da migranti soggetti al Regolamento di Dublino.

Un migrante su quattro è affetto da condizioni di vulnerabilità – quali assenza di una fissa dimora, sfruttamento lavorativo, precarietà delle condizioni di salute, forte fragilità psicologica. In particolare, i migranti con problematiche sanitarie risultano essere il 13% degli assistiti dal progetto. A causa della propria vulnerabilità, il 7% dei beneficiari è rientrato a casa accompagnato da personale specializzato, medico e non.

Una così alta partecipazione di migranti vulnerabili è stata resa possibile dalla presenza, durante tutto l’anno 2018, dei Regional Counsellors dell’OIM, figure dislocate in maniera capillare sul territorio nazionale ed in grado di diffondere informazioni sul programma presso migranti generalmente esclusi da ogni forma di assistenza.

Le aree maggiormente interessate dai ritorni sono l’Africa Sub-Sahariana (37%), l’Asia (22%) e l’America Latina (17%). Il 16% dei beneficiari è rientrato invece presso i paesi dell’Europa balcanica e dell’Eurasia, mentre l’8% nei paesi del Maghreb.

Nello specifico, con il 15% degli assistiti di nazionalità nigeriana, la Nigeria si afferma come primo paese di ritorno.

Al rientro, la maggior parte degli assistiti (64%) ha intrapreso, supportato dagli uffici dell’OIM basati nei vari paesi di origine, attività di business – in particolare nel commercio, nel trasporto e nell’allevamento.

La misura del ritorno volontario assistito è attiva in Italia dal 1990 e nel corso degli anni ha supportato migliaia di migranti nel rientro volontario presso i paesi di origine, garantendo la sostenibilità del ritorno tramite programmi di reintegrazione e affermandosi come strumento indispensabile nella gestione dei flussi migratori.

 

Per informazioni:

Ufficio Stampa OIM - Flavio Di Giacomo - Tel. 06 44 186 207 - fdigiacomo@iom.int  iomromepress@iom.int